
Chassagne-Montrachet
Bianchi & Rossi della Côte de Beaune
Un nome che è una promessa: Chassagne condivide con Puligny il Montrachet, forse il più grande vino bianco secco al mondo. Il villaggio stesso è sinonimo di Chardonnay dalla grande precisione – e di un po’ di Pinot Noir. Vi proponiamo 11 Chassagne-Montrachet disponibili, sia bianchi che rossi.
I nostri Chassagne-Montrachet
Cosa rende unico uno Chassagne-Montrachet
Chassagne-Montrachet si trova all’estremità meridionale della Côte de Beaune e condivide con la vicina Puligny i cru più celebri: il Grand Cru Montrachet stesso e Bâtard-Montrachet. Entrambi i villaggi devono l’aggiunta -Montrachet, apposta al proprio nome nel 1879, proprio a questo unico vigneto. Al vertice dell’appellation spiccano Premiers Crus rinomati come Morgeot, Les Baudines, Vide Bourse e Les Chenevottes.
Lo Chassagne bianco è Chardonnay – segnato dal calcare, con note di mela matura, nocciola e un profilo salino, spesso più teso di quanto la fama dei bianchi di Borgogna lasci supporre. Storicamente, tuttavia, Chassagne era un villaggio di vini rossi, e questa tradizione continua: Pinot Noir luminoso e speziato, dai sentori terrosi e di ciliegia. La nostra selezione proviene da due maison della Côte de Beaune – Thomas Morey e Darviot-Perrin –, sia in bianco che in rosso, con alcuni cru disponibili anche in formato Magnum. Chi desidera esplorare ulteriormente i bianchi di Borgogna troverà ottime opzioni nella vicina Meursault.
Provenienza
Côte de Beaune, Borgogna – estremità meridionale, confinante con Puligny-Montrachet.
Vitigni
Chardonnay (bianco), Pinot Noir (rosso).
Cru
Grands Crus Montrachet & Bâtard-Montrachet (condivisi con Puligny); 1er Crus come Morgeot, Vide Bourse, Les Baudines.
A tavola
Bianco: pesce, capesante, pollame, Comté. Rosso: pollame, vitello, piatti ai funghi.
Chassagne-Montrachet blanc
La fama di Chassagne è bianca: Chardonnay da calcare e marne, con mela matura, nocciola e un finale sapido. I Premier Cru – Morgeot, Les Baudines, Vide Bourse, Les Chenevottes – confinano direttamente con Meursault e Puligny.

Chassagne-Montrachet Blanc AOC 2024
Suoli calcarei e un’annata fresca caratterizzano questo Chardonnay con un’acidità vibrante e una mineralità fine, quasi salina. Thomas Morey antepone il luogo alla tecnica: uso misurato del legno, focus nitido. Snello, preciso, con autentica profondità.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Macherelles AOC 2024
Dalla parte meridionale di Chassagne, dove i suoli di marne calcaree conferiscono densità strutturale e sostanza minerale. Thomas Morey privilegia l’eleganza rispetto all’opulenza: legno discreto, frutto nitido, tensione vivace. Un vino che richiede tempo e ricompensa con la sua profondità.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Baudines AOC 2024
Una dignità silenziosa dal sud di Chassagne: Les Baudines racchiude la mineralità di suoli ricchi di calcare e argilla – strutturato, preciso, con una profondità terrosa. Thomas Morey lascia parlare il vino senza sovrastarlo. Il 2024 promette eleganza grazie a una maturazione fresca e a una cura meticolosa.

Chassagne-Montrachet 1er Cru blanc Clos Saint-Jean AOC 2024
Suoli ricchi di calcare, annata fresca, stile disciplinato: il Clos Saint-Jean parla un linguaggio serio e minerale. Thomas Morey privilegia l’eleganza rispetto all’opulenza: chiarezza strutturale anziché morbidezza. Uno Chardonnay che interpreta il proprio terroir con silenziosa fedeltà.
Magnum · 1,5 LChassagne-Montrachet Blanc AOC 2024
Calcare e marna, la parte meridionale della Côte de Beaune: qui è il terroir a parlare. Thomas Morey ne ricava uno Chardonnay che privilegia l’eleganza rispetto all’opulenza: dai contorni nitidi, sostenuto da una tensione naturale. Il formato Magnum gli concede tempo e spazio. Un vino che tace – e proprio per questo dice tutto.
Chassagne-Montrachet rouge
Storicamente Chassagne era un villaggio di vini rossi, e un retaggio di quel passato vive ancora: Pinot Noir luminoso e speziato – terroso e dai sentori di ciliegia, spesso il consiglio discreto per rapporto qualità-prezzo dell’appellazione.

Chassagne-Montrachet Vielles Vignes Rouge AOC 2024
Vigne vecchie, radici profonde, suoli calcarei con marne – Chassagne-Montrachet come palcoscenico silenzioso per il Borgogna rosso. Thomas Morey vinifica con riserbo: tannini fini, nessun legno invadente, il terroir in primo piano. Un vino che racconta, senza imporsi.

Chassagne-Montrachet 1er Cru rouge Clos Saint-Jean AOC 2023
Rosso rubino luminoso, dal profumo giovanile: ciliegia rossa, lampone, un accenno di sottobosco e cannella. Al palato è succoso e vibrante, con tannini ancora rustici – un rigore giovanile, non un difetto. Il Clos Saint-Jean ha bisogno di tempo; il suo potenziale si rivela nel finale fresco e dominato dalla ciliegia.

Chassagne-Montrachet 1er Cru rouge Clos Saint-Jean AOC 2024
Chassagne-Montrachet come indirizzo per i vini rossi – il Clos Saint-Jean lo ricorda con silenziosa convinzione. I suoli calcarei definiscono mineralità e struttura, l’eleganza prevale sull’opulenza. Thomas Morey lavora con approccio puristico: estrazione delicata, uso misurato del legno, espressione trasparente.

Chassagne-Montrachet 1er Cru "Les Bondues" AOC 2022
Il volto rosso di Chassagne-Montrachet – raro, discreto, rivelatore. Suoli calcarei con marne ferruginose conferiscono a questo Pinot Noir una tensione peculiare tra frutto e mineralità. Finezza anziché opulenza, precisione anziché potenza – un Borgogna che parla sottovoce e proprio per questo resta impresso.

Chassagne-Montrachet 1er Cru "Les Bondues" AOC 2024
Un Chassagne-Montrachet rosso – per molti ancora una scoperta. Il calcare giurassico e i suoli argillosi plasmano una tessitura fresca e minerale, che rende questo Pinot Noir limpido e inconfondibile. L’esigente annata 2024 ha donato freschezza e un’acidità vibrante. Un vino che richiede tempo e premia la pazienza.

Chassagne-Montrachet 1er Cru "Les Bondues" AOC 2023
Qui il Chassagne-Montrachet si mostra in veste rossa: preciso, silenzioso, convincente. Marne calcaree e argilla danno vita a un Pinot Noir in cui rigore minerale e profondità vellutata coesistono in perfetto equilibrio. Darviot-Perrin mette in primo piano il terroir, mentre il legno resta al servizio del vino. Un Premier Cru rosso che conquista con la sua eleganza.
Domande frequenti
Che cos’è lo Chassagne-Montrachet?
È un comune viticolo della Côte de Beaune in Borgogna, classificato AOC dal 1937. La località è celebre soprattutto per lo Chardonnay bianco, ma produce anche Pinot Noir rosso.
Lo Chassagne-Montrachet è bianco o rosso?
Entrambi. Sebbene la fama spetti allo Chardonnay bianco, storicamente Chassagne era un villaggio di vini rossi: il Pinot Noir rosso viene tuttora imbottigliato e rappresenta spesso un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Qual è il legame tra Chassagne-Montrachet e Montrachet?
Il Grand Cru Montrachet si trova al confine tra Chassagne e Puligny; entrambi i villaggi lo condividono e nel 1879 ne aggiunsero il nome al proprio. Il Montrachet è considerato da molti il più grande vino bianco secco al mondo.
Che sapore ha lo Chassagne-Montrachet?
Bianco: mela matura, nocciola, agrumi e un finale sapido e calcareo, più preciso rispetto alla reputazione burrosa dei bianchi di Borgogna. Rosso: ciliegia chiara, spezie e note terrose accompagnate da tannini raffinati.
Qual è la differenza tra Chassagne-Montrachet e Puligny-Montrachet?
I due villaggi vicini condividono i Grands Crus. Puligny è considerato più fine e floreale, Chassagne leggermente più ampio e dai sentori di frutta secca; inoltre Chassagne produce anche vino rosso, praticamente assente a Puligny.
Quanto costa un buono Chassagne-Montrachet?
I bianchi village partono da circa 50–70 euro, i Premier Cru da circa 90 euro. Rispetto ai vicini Puligny o Meursault, rappresentano spesso la via più accessibile per avvicinarsi a un bianco di Borgogna di questo livello.
Chassagne blanc o rouge?
Il bianco è il più noto, ma circa un terzo della superficie vitata è dedicato al Pinot Noir, e gli Chassagne rossi costano sensibilmente meno delle versioni bianche. Vale sicuramente la pena provarli.
Cosa significa Montrachet?
È il nome del più celebre Grand Cru bianco di Borgogna, interpretato come “collina brulla”. Dal XIX secolo Chassagne e Puligny lo portano nel nome del villaggio, tanto profondamente questo singolo vigneto caratterizza l’intera zona.