Un Pinot Noir certificato biologico proveniente da uno dei vigneti più antichi della Côte de Beaune. Con fermentazione spontanea, solfitazione minima e solo il 20% di legno nuovo, esprime la firma moderna ed elegante del viticoltore di decima generazione.
Imbottigliatore: Domaine Thomas Morey, 9 rue du Nord, 21190 Chassagne-Montrachet / Francia
Nel bicchiere
Colore
Rubino piuttosto trasparente e scarico, con una bella luminosità.
Aroma
Note fragranti di fragoline di bosco, lamponi e ciliegie, accompagnate da un tocco di crumble, legno discreto e sottobosco. Sfumature sottili di ruggine, fumo e roccia conferiscono profondità.
Gusto
Strutturato e ancora dotato di una certa fermezza, ma già accessibile e affascinante. Il frutto rosso maturo incontra tannini fondenti e leggermente dolci, affiancati da note speziate, cuoio e fiori viola.
Carattere
Elegante e raffinato anziché opulento – un Borgogna moderno che mette in primo piano terroir e finezza. L’equilibrio tra struttura e fascino emergente lo rende già godibile, pur promettendo un interessante potenziale evolutivo.
Abbinamenti
Si sposa magnificamente con petto d’anatra alle ciliegie, carré d’agnello in crosta di erbe o piatti a base di funghi come il risotto ai porcini.
Da sapere
Proveniente dallo storico Clos Saint-Jean, le cui origini risalgono al 589 e che originariamente apparteneva al convento di Saint-Jean le Grand. Thomas Morey lavora in regime biologico certificato, con fermentazioni spontanee, lieviti indigeni e un massimo di 35 mg/l di solfiti – un atto di fiducia nella natura che va guadagnato con dedizione.
Nota di degustazione
Colore e aspetto
Un rubino trasparente e profondo — limpido, senza alcuna pesantezza, come ci si attende da un Pinot Noir di tale finezza.
Naso
Aromatico e immediatamente seducente: fragoline di bosco, lamponi e ciliegie, accompagnati da un tocco di crumble, legno discreto e sottobosco. Al di sopra aleggia una nota di fumo, ruggine e roccia — un accenno selvatico che conferisce profondità al vino.
Palato
Strutturato, ancora con una certa fermezza, ma già ora notevolmente accessibile. Il frutto rosso maturo incontra tannini che si sciolgono rapidamente al palato, lasciando una leggera dolcezza. Note speziate, sentori di cuoio e fiori viola completano il quadro. Un vino dal fascino emergente — e con ancora margine di evoluzione.
Finale
Pulito, con un frutto persistente e una sottile traccia minerale che ricorda i suoli rossi del climat.
Terroir e origine
Il Clos Saint-Jean è tra i vigneti più antichi della Borgogna — impiantato già nel 589, originariamente di proprietà del convento di monache di Saint-Jean le Grand ad Autun. Il climat comprende diversi lieux-dits su circa 14 ettari; la maggior parte poggia su suolo rosso, che dona al Pinot Noir la sua struttura e speziatura caratteristiche. Thomas Morey, viticoltore di decima generazione e radicato a Chassagne-Montrachet dal 1643, coltiva qui vigne impiantate nel 2017.
Vitigno e vinificazione
Pinot Noir, in gran parte diraspato, fermentato con lieviti indigeni in botti neutre e vasche. La fermentazione malolattica avviene naturalmente. La percentuale di legno nuovo si attesta intorno al 20 % — misurata, in linea con lo stile di Morey. L’aggiunta di solfiti avviene solo negli ultimi sei mesi di affinamento in botte, a dosi minime, tanto che il vino non supera mai complessivamente i 35 mg/l.
Abbinamenti gastronomici
Un vino ideale per petto d’anatra con salsa alle ciliegie, sella di capriolo al ginepro o un semplice Coq au vin. Affascinante anche l’abbinamento con un Époisses stagionato.
Particolarità
Il fatto che la Domaine de la Romanée-Conti affidi a Thomas Morey la cura delle proprie vigne nel Le Montrachet Grand Cru dice tutto sulla sua maestria in vigna. Questo Clos Saint-Jean riflette la stessa ambizione: certificato biologico dal 2017, con interventi minimi e una percentuale di legno nuovo che lascia parlare il terroir anziché sovrastarlo.