
Il grand cru più settentrionale della Côte des Blancs, con suoli gessosi puri come in nessun altro luogo: Chouilly è terra di Chardonnay alla perfezione. Qui, nella casa di mattoni rossi del 1865, Jean-Pierre e Caroline Vazart guidano la maison di Champagne Vazart-Coquart & Fils, giunta alla terza generazione. La loro filosofia è chiara: acciaio anziché legno, precisione anziché opulenza. Gli 11 ettari, con viti in parte di oltre 44 anni, danno Blanc de Blancs di profondità minerale e freschezza salina, Champagne che profumano di gesso bagnato e vibrano al palato. Peter Liem lo riassume così: la più importante maison di vignaioli del villaggio.
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Chouilly: la culla dello Chardonnay
Chouilly è il grand cru più settentrionale della Côte des Blancs. Qui, dove i suoli gessosi sono più puri, lo Chardonnay trova la sua espressione più compiuta. Jean-Pierre Vazart possiede parcelle nelle migliori posizioni del villaggio, tra cui il pregiato vigneto Montaigu. In tutto 30 parcelle si distribuiscono sulle dolci colline, con viti di 44 anni in media. Affondano le radici nel calcare e danno vini di precisione minerale ed eleganza setosa. La casa di mattoni rossi che Louis-Victor Coquart costruì nel 1865 è ancora oggi la sede di famiglia, testimonianza di costanza in un mondo del vino che cambia. Non stupisce che il critico Peter Liem definisca la maison “la più importante maison di vignaioli di Chouilly” e che Eichelmann le assegni quattro stelle.

Una solera sacrificata a una convinzione
Dal 1982 la famiglia custodiva una Réserve Perpétuelle, una solera che dava al Brut Réserve profondità e complessità. Quasi 40 anni di storia del vino in una sola botte. Ma nel 2020 Jean-Pierre prese una decisione che fece scalpore in Champagne: passò interamente alla viticoltura biologica e rinunciò per questo alla solera. Le regole del biologico non consentivano l'assemblaggio con vini di riserva prodotti in modo convenzionale. Ciò che suona come una perdita è per lui un guadagno: “Siamo i primi estimatori dei nostri Champagne, devono essere eccellenti.” La cantina aveva già assunto un ruolo pionieristico nella sostenibilità nel 2012: come terza azienda in tutta la Francia ottenne la certificazione HVE (Haute Valeur Environnementale). Chi assaggia l'attuale Brut Réserve sente che la qualità non ne ha risentito, anzi.
Terracotta, tradizione e Spécial Club
Jean-Pierre sperimenta, ma con giudizio. Per la cuvée TC Extra Brut fa fermentare i vini base in uova di terracotta. Questi contenitori permettono un delicato scambio di ossigeno e conferiscono agli Champagne una texture setosa, senza sacrificare la precisione. La cuvée di punta porta il nome di Spécial Club: dal 1996 Vazart-Coquart fa parte di questa esclusiva associazione dei migliori Champagne di vignaioli, i cui membri si assaggiano a vicenda i vini e appongono l'ambito sigillo solo alle annate migliori. Il Grand Bouquet mostra che cosa significhi lo Chardonnay di Chouilly alla perfezione: profumato, con frutto maturo e la rotondità tipica del luogo. Matura circa quattro anni sui lieviti prima di essere sboccato.

Chiarezza anziché legno
A differenza di molti colleghi, Jean-Pierre punta con coerenza sull'acciaio inox anziché sulle botti di legno. La sua filosofia: sia il terroir a parlare nel vino, non la botte. Gli Champagne ne sono il riflesso: precisi, limpidi, con la mineralità del gesso bagnato e la freschezza salina che gli intenditori apprezzano sulla Côte des Blancs. Tiene basso il dosaggio, per lo più Extra Brut, per non coprire la purezza dello Chardonnay. Chi vuole scoprire gli eleganti Blanc de Blancs di Chouilly troverà in Vazart-Coquart uno dei rappresentanti più autentici della regione. Nelle vicinanze, anch'esso sulla Côte des Blancs, De Sousa lavora con pari dedizione su Champagne di Chardonnay minerali: due maison che mostrano che cosa può dare questo paesaggio di gesso unico.













