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Larmandier-Bernier

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Pierre e Sophie Larmandier - Champagne Larmandier-Bernier

“Un buon Champagne segue le regole di produzione. Uno straordinario nasce quando le si infrangono.” Pierre Larmandier non ha soltanto pronunciato questa frase: la vive. Dal 1999 Larmandier-Bernier lavora in biodinamica, con certificazione biologica dal 2003 – molto prima che diventasse una moda in Champagne. Insieme alla moglie Sophie e ai figli Arthur e Georges coltiva 20 ettari nella Côte des Blancs, distribuiti tra Premier e Grand Cru da Vertus ad Avize. Gli Champagne? Puristi, quasi senza dosaggio, con una mineralità che ricorda la pietra calcarea bagnata. Chi cerca lo Chardonnay nella sua forma più pura è nel posto giusto.

La famiglia Larmandier coltiva le proprie vigne fin dalla Rivoluzione francese: già nel 1846 Louis Larmandier produceva Champagne sulla Côte des Blancs. Nel 1982 il padre di Pierre morì improvvisamente, a soli 44 anni. Pierre ne aveva appena 18. Sua madre Elisabeth portò avanti la tenuta, mentre Pierre studiava economia per poi entrare in azienda nel 1988. Ciò che seguì non fu la continuazione delle consuetudini, bensì un radicale cambio di rotta. Già nel 1992 bandì tutti i prodotti chimici dai vigneti, nel 1999 passò alla biodinamica e ai lieviti indigeni, nel 2003 arrivò la certificazione biologica. Larmandier-Bernier divenne così una delle prime aziende biodinamiche della Champagne, in un'epoca in cui molti vicini scuotevano ancora la testa con scetticismo.




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Un nuovo inizio a Vertus

La famiglia Larmandier coltiva le proprie vigne fin dalla Rivoluzione francese: già nel 1846 Louis Larmandier produceva Champagne sulla Côte des Blancs. Nel 1982 il padre di Pierre morì improvvisamente, a soli 44 anni. Pierre ne aveva appena 18. Sua madre Elisabeth portò avanti la tenuta, mentre Pierre studiava economia per poi entrare in azienda nel 1988. Ciò che seguì non fu la continuazione delle consuetudini, bensì un radicale cambio di rotta. Già nel 1992 bandì tutti i prodotti chimici dai vigneti, nel 1999 passò alla biodinamica e ai lieviti indigeni, nel 2003 arrivò la certificazione biologica. Larmandier-Bernier divenne così una delle prime aziende biodinamiche della Champagne, in un'epoca in cui molti vicini scuotevano ancora la testa con scetticismo.

Fusto di legno Stockinger nella cantina di Larmandier-Bernier

Creta, Chardonnay e purismo

I 20 ettari si trovano sulla Côte des Blancs: a Vertus (Premier Cru) e nei Grand Cru di Cramant, Chouilly, Oger e Avize. 90 per cento Chardonnay, 10 per cento Pinot Noir, con viti di 35 anni in media e provenienti dalla selezione massale dei nonni Larmandier e Bernier. Non viene acquistato un solo acino d'uva: Larmandier-Bernier è Récoltant-Manipulant. Il suolo? Pura creta, che conferisce ai vini la loro mineralità vibrante. Pierre ne è convinto: i grandi Champagne nascono in vigna, non in cantina. Di conseguenza, i suoi interventi sono minimi: fermentazione spontanea con lieviti naturali, nessuna filtrazione, nessuna chiarifica. La Terre de Vertus mostra in modo esemplare cosa ciò significhi: pura creta, senza dolcezza a distrarre.

I fusti Stockinger e la rinuncia al dosage

Per l'affinamento Pierre lavora con grandi fusti di legno della bottaia austriaca Stockinger, nota per la precisione del proprio lavoro. L'intera vendemmia fermenta in botti e foudres e rimane sui lieviti per quasi un anno, senza travasi e senza filtrazioni; l'imbottigliamento avviene a fine luglio. Il legno dona struttura al vino senza dominarlo. Ancora più radicale è il suo approccio al dosage: 2 grammi di zucchero per litro negli Extra Brut, nulla nel Terre de Vertus. I suoi Champagne portano nomi come Longitude e Latitude: coordinate che rimandano all'origine. Entrambi si basano su una riserva perpetua che cresce dal 2004. Al vertice si trova la Vieille Vigne du Levant, ottenuta da vecchie vigne Grand Cru.

Vigneto biodinamico di Larmandier-Bernier a Vertus

Tre generazioni, un unico obiettivo

Dal 2017 il figlio Arthur lavora in azienda, dal 2021 anche suo fratello Georges: il passaggio alla generazione successiva è iniziato. Oggi nascono circa 180.000 bottiglie, tre quarti delle quali prendono la strada di oltre 50 Paesi. La filosofia resta immutata: Champagne che lasciano parlare il terroir, senza compromessi. Persino le bottiglie arrivano senza capsula: un piccolo dettaglio che dimostra quanto sia coerente il pensiero qui sviluppato. A pochi chilometri di distanza, ad Avize, anche De Sousa lavora in biodinamica a puristici Blanc de Blancs Grand Cru: due maison accomunate dalla stessa convinzione, ovvero che il terroir parli da sé.