Nota di degustazione
- Colore & Aspetto
- Giallo dorato intenso, che già nel calice lascia presagire la maturità e la concentrazione di questo bianco emblematico.
- Naso
- Inizialmente riservato, poi sempre più generoso: cachi, pera e miele d’acacia si incontrano con la brioche, accompagnati da note fini di cardamomo, mandorle e vaniglia. Sullo sfondo emerge un lampo di limone candito – un profilo aromatico che oscilla tra il calore del sud e una fresca precisione.
- Palato
- Impressionante per equilibrio, profondità, rotondità e delicatezza. Una concentrazione oleosa incontra una freschezza notevole: frutta gialla, fiori profumati, erbe mediterranee e spezie orientali si fondono con una fine mineralità, dando vita a grande intensità e vivacità.
- Finale
- Lungo e complesso – le spezie e gli agrumi canditi si prolungano a lungo, sostenuti dalla fresca brezza dell’altitudine.
- Terroir & Origine
- I vigneti sorgono a 550 metri di altitudine, esposti a nord, sul Mont Ventoux – alla stessa latitudine di Châteauneuf-du-Pape, ma con una differenza cruciale: calore mediterraneo di giorno e frescura notturna che prolunga la maturazione e dona ai vini la loro tensione. Michel Bettane ha celebrato questa combinazione di freschezza da Rodano settentrionale e ricchezza meridionale come la «nascita di un nuovo Grand Cru».
- Vitigni & Vinificazione
- Una cuvée composta per circa due terzi da Roussanne, completata da Grenache Blanc e Marsanne, provenienti da vigne di circa 20 anni. Fermentazione spontanea e otto mesi di affinamento in demi-muids – nella cantina scavata nella roccia per 12 metri di profondità, dotata di un sistema a gravità su quattro livelli, completamente senza pompe.
- Abbinamenti gastronomici
- Un vino per una tavola importante: rombo chiodato arrosto con salsa allo zafferano, pollo alla crema di spugnole, astice o Comté stagionato. Si rivela eccellente anche con piatti orientali dalle spezie delicate – come un tajine di pollo al limone.
- Particolarità
- Prende il nome da Aliot de Montvin, che nel 1427 fondò una vetreria nella tenuta – ed è il bianco di punta di un domaine che Nicole Rolet definisce l’«haute couture della viticoltura»: su misura, mai standardizzato. La rara combinazione di opulenza meridionale e freschezza quasi alpina rende questo blanc uno dei bianchi più affascinanti del Rodano meridionale.





