Un Cabernet Franc secco proveniente da Chinon, sulla Loira – succoso frutto rosso incontra profondità terrosa e tannini fini, certificato bio da una delle cantine più rinomate della denominazione.
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Rosso rubino luminoso con riflessi violacei nel bicchiere.
Aroma
Ribes rosso e lampone, accompagnati da un tocco di cassis, fine speziatura erbacea e una nota sottilmente terrosa con sentori di grafite.
Gusto
Succoso e fresco al palato, con frutto vibrante, tannini a grana fine e una mineralità sapida che ricorda i suoli caratterizzati da calcare e tufo.
Carattere
Elegante e preciso – Chinon nella sua forma più raffinata, guidato dal terroir anziché dall'ego del vignaiolo; già accessibile in gioventù, con potenziale per alcuni anni di affinamento.
Abbinamenti
Si sposa meravigliosamente con rillettes e terrine, verdure grigliate alle erbe di Provenza o un rustico piatto di lenticchie.
Da sapere
Prodotto da una cantina che nel 1957 fu la prima a Chinon a vinificare separatamente ogni singola parcella e che nel 2020 è stata definita da Michel Bettane la migliore tenuta della denominazione; certificata bio dal 2016, con fermentazione malolattica in botte per un'armonia e una purezza fruttata particolari.
Nota di degustazione
Carattere
Un Cabernet Franc che mostra Chinon nella sua veste accessibile ma al tempo stesso seria: frutto rosso succoso – ribes, un tocco di cassis – unito a una profondità terrosa e a un tannino a grana fine, che dona struttura senza dominare. Secco, con i suoi 13,5 % vol. di piacevole freschezza, è un vino sia per la tavola quotidiana sia per chi ha pazienza: giovane, nel bicchiere da Bordeaux, è incentrato sul frutto, mentre con gli anni guadagna complessità – a quel punto il maître de chai Kevin Fontaine consiglia il bicchiere da Borgogna.
Terroir e provenienza
Il Domaine Charles Joguet a Chinon, sulla Loira, coltiva 35 ettari, 30 dei quali a Cabernet Franc. Il fondatore Charles Joguet, un tempo pittore e scultore, rilevò la tenuta di famiglia nel 1957 e fu il primo dell’appellation a vinificare ogni singola parcella separatamente, sul modello borgognone. I suoli si alternano tra sabbia, che regala un frutto fresco e sapido, argilla dalle spezie scure e calcare dalla mineralità salina. Al di sotto si trovano secolari cantine in tufo scavate a mano, la cui temperatura oscilla di meno di mezzo grado all’anno: condizioni ideali per un affinamento tranquillo.
Vitigno e vinificazione
Il Cabernet Franc è qui il vero protagonista – il vitigno della Loira per eccellenza, che a seconda del suolo varia tra frutto, spezia e grafite. Dal 2008 nella tenuta la fermentazione malolattica avviene in botte, conferendo ai vini morbidezza e purezza fruttata. La certificazione biologica dal 2016 ha semplicemente formalizzato ciò che lì era già prassi da tempo. Kevin Fontaine, maître de chai dal 2006, esprime così l’ambizione: i vini devono raccontare il terroir, non il vignaiolo.
Abbinamenti gastronomici
L’unione di freschezza, frutto e tannino fine rende questo Chinon un vino estremamente versatile a tavola: classico con le Rillettes de Tours, con il petto d’anatra o le costolette d’agnello alla griglia, ma anche con i peperoni ripieni, i piatti a base di funghi o una fetta di Sainte-Maure de Touraine. Servito leggermente fresco, tra i 14 e i 16 gradi, si rivela particolarmente vivace – e chi gli concede qualche anno in cantina sarà ricompensato da note speziate più scure e da maggiore profondità.