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Arbossar 2021

Arbossar 2021

Un Carignano in purezza proveniente dal Priorat che, grazie alla sua ripida esposizione a nord vicino a Torroja del Priorat e alle viti piantate in parte intorno al 1910, offre un'espressione fresca ed elegante della regione.

65,00 € 86,67 € / l
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Disponibile

Vitigno
Carignan
Annata
2021
Alcol
13,5 % Vol.
Zucchero residuo
asciutto
Servire a
16–18 °C
Formato
0,75 l · enthält Sulfite
Codice
9930001162
Imbottigliatore e ingredienti

Imbottigliatore: Terroir al Limit, c/ Baixa Font 12, 43737 Torroja del Priorat / Spagna

Nel bicchiere

  1. Colore

    Rosso ciliegia sorprendentemente chiaro e delicato con bordi luminosi e brillanti – insolitamente filigranato per un Priorat.

  2. Aroma

    Lampone e amarena incontrano catrame, frutta scurissima, timo, oliva verde, pineta, barbabietola rossa, oltre a note floreali di fiore di mandorlo e ibisco.

  3. Gusto

    Setoso, fresco ed elegante, con un'enorme profondità, una struttura acida presente, tannini fini e un finale di foglie di lime kaffir, ulivi e spezie mediterranee.

  4. Carattere

    Un vino maturo e radioso, pieno di freschezza e leggerezza, che bilancia magistralmente i contrasti di sole, ombra e vento della sua posizione estrema.

  5. Abbinamenti

    Rana pescatrice arrosto con peperonata, petto d'oca confit con cavolo rosso e gnocchi di patate, oppure fungo portobello con pastinaca glassata e sugo di barbabietola rossa.

  6. Da sapere

    L'infusione a grappolo intero e otto mesi di affinamento sulle fecce totali in cemento – completamente senza legno – conferiscono a questo Carignano, ottenuto in parte da viti di oltre 110 anni, una finezza e una bevibilità rare.

Nota di degustazione


Colore e aspetto
Un rosso ciliegia chiaro e delicato, notevole per il Priorat, luminoso e con bordi chiari – già nel bicchiere si intuisce che qui qualcuno sta scrivendo contro la potenza della regione.
Naso
Sullo sfondo ancora un’eco della vecchia scuola: catrame, frutta scurissima, un sentore di gomma. Ma al di sopra canta in modo luminoso: lampone anziché mora, amarena, poi timo, oliva verde e pineta. La barbabietola rossa tagliata finemente apporta una nota terrosa e dolce, il fiore di mandorlo e l’ibisco un’eleganza floreale cangiante. Un profumo adulto e profondo.
Palato
Setoso, fresco, di una leggerezza che nel Priorat non ha eguali. Il frutto rosso si allinea lungo un filo acido ben presente, accompagnato solo da tannini finissimi in perfetto equilibrio. Poi le spezie spingono in avanti: foglie di lime kaffir, legno d’olivo, di nuovo la barbabietola, sullo sfondo rosmarino e pino. Profondità enorme senza alcuna pesantezza.
Finale
Lungo, chiude fresco e speziato – le erbe mediterranee e l’acidità fine persistono a lungo e lasciano la bocca limpida e fresca.
Terroir e provenienza
Il vigneto si trova a circa 500 metri da Torroja del Priorat, a poco meno di 400 metri di dislivello – estremamente ripido, completamente esposto a nord, vivo nell’alternarsi di sole, ombra e vento. Tra i Premier Cru della casa è quello dal carattere nettamente più fresco. Molte delle viti affondano le radici nello scisto dal 1910; la superficie complessiva è di appena 1,6 ettari. Dominik Huber, il monacense che nel 2001 ha fondato l’azienda insieme a Eben Sadie, coltiva i suoi 15 ettari con metodo organico e biodinamico – e vendemmia prima di quasi tutti gli altri nella regione.
Vitigno e vinificazione
100 % Carignan, fermentato a grappolo intero secondo il principio dell’infusione anziché dell’estrazione: le uve vengono solo leggermente pigiate con i piedi, senza alcun pigeage. Successivamente il vino affina per circa otto mesi in cemento. Dal 2016 il legno non viene più utilizzato per l’Arbossar; nel frattempo l’azienda ha venduto anche le sue grandi botti.
Abbinamenti gastronomici
La freschezza e le note speziate delle erbe lo rendono un vino quotidiano versatile: rana pescatrice arrosto con peperonata, petto d’oca confit con cavolo rosso e gnocchi di patate oppure fungo portobello con pastinaca glassata e jus di barbabietola.
Particolarità
Il 2021 ha messo a dura prova il team guidato da Huber e dall’enologa Tatjana Peceric: un’annata calda e secca, poi pioggia ogni tre o quattro giorni nel bel mezzo della vendemmia, selezione severissima in pendii ripidi quasi inaccessibili. Il risultato raggiunge con il 13,5 % appena il limite minimo della DOCa – e dimostra quanta luminosità possa sviluppare un Priorat proveniente da un fresco versante nord, quando non si confonde la maturazione con la surmaturazione. Un vino che danza dove altri fanno rumore.

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