Nota di degustazione
- Colore e aspetto
- Un rosso ciliegia chiaro e delicato, notevole per il Priorat, luminoso e con bordi chiari – già nel bicchiere si intuisce che qui qualcuno sta scrivendo contro la potenza della regione.
- Naso
- Sullo sfondo ancora un’eco della vecchia scuola: catrame, frutta scurissima, un sentore di gomma. Ma al di sopra canta in modo luminoso: lampone anziché mora, amarena, poi timo, oliva verde e pineta. La barbabietola rossa tagliata finemente apporta una nota terrosa e dolce, il fiore di mandorlo e l’ibisco un’eleganza floreale cangiante. Un profumo adulto e profondo.
- Palato
- Setoso, fresco, di una leggerezza che nel Priorat non ha eguali. Il frutto rosso si allinea lungo un filo acido ben presente, accompagnato solo da tannini finissimi in perfetto equilibrio. Poi le spezie spingono in avanti: foglie di lime kaffir, legno d’olivo, di nuovo la barbabietola, sullo sfondo rosmarino e pino. Profondità enorme senza alcuna pesantezza.
- Finale
- Lungo, chiude fresco e speziato – le erbe mediterranee e l’acidità fine persistono a lungo e lasciano la bocca limpida e fresca.
- Terroir e provenienza
- Il vigneto si trova a circa 500 metri da Torroja del Priorat, a poco meno di 400 metri di dislivello – estremamente ripido, completamente esposto a nord, vivo nell’alternarsi di sole, ombra e vento. Tra i Premier Cru della casa è quello dal carattere nettamente più fresco. Molte delle viti affondano le radici nello scisto dal 1910; la superficie complessiva è di appena 1,6 ettari. Dominik Huber, il monacense che nel 2001 ha fondato l’azienda insieme a Eben Sadie, coltiva i suoi 15 ettari con metodo organico e biodinamico – e vendemmia prima di quasi tutti gli altri nella regione.
- Vitigno e vinificazione
- 100 % Carignan, fermentato a grappolo intero secondo il principio dell’infusione anziché dell’estrazione: le uve vengono solo leggermente pigiate con i piedi, senza alcun pigeage. Successivamente il vino affina per circa otto mesi in cemento. Dal 2016 il legno non viene più utilizzato per l’Arbossar; nel frattempo l’azienda ha venduto anche le sue grandi botti.
- Abbinamenti gastronomici
- La freschezza e le note speziate delle erbe lo rendono un vino quotidiano versatile: rana pescatrice arrosto con peperonata, petto d’oca confit con cavolo rosso e gnocchi di patate oppure fungo portobello con pastinaca glassata e jus di barbabietola.
- Particolarità
- Il 2021 ha messo a dura prova il team guidato da Huber e dall’enologa Tatjana Peceric: un’annata calda e secca, poi pioggia ogni tre o quattro giorni nel bel mezzo della vendemmia, selezione severissima in pendii ripidi quasi inaccessibili. Il risultato raggiunge con il 13,5 % appena il limite minimo della DOCa – e dimostra quanta luminosità possa sviluppare un Priorat proveniente da un fresco versante nord, quando non si confonde la maturazione con la surmaturazione. Un vino che danza dove altri fanno rumore.





