Nota di degustazione
Roland Velich è l’uomo che ha inserito il Blaufränkisch nella mappa mondiale – un ex croupier la cui cantina Moric viene annoverata da James Suckling tra i nove migliori produttori al mondo. Con il suo progetto “Hidden Treasures” ha osato varcare il confine verso l’Ungheria. Questo Tokaj 2024 dimostra perché ne vale la pena.
- Colore e aspetto
- Giallo paglierino luminoso con delicati riflessi dorati, limpido e brillante nel bicchiere.
- Naso
- Lontano da qualsiasi stilistica incentrata sul frutto primario: in primo piano fiori gialli e margherite, dietro una complessa aromaticità di pistacchi e noci macadamia, origano essiccato, dragoncello e ortica. Accenni di cera d’api e favi conferiscono profondità senza risultare dolci; una discreta nota affumicata e un po’ di ginepro sottolineano il carattere naturale. Solo sullo sfondo si rivelano pera nashi, pesca gialla e prugna gialla.
- Palato
- Pieno di slancio e concentrato, al tempo stesso guidato con chiarezza e preciso. Un nucleo minerale teso attraversa lo sviluppo, sostenuto da un centro caldo e denso. L’acidità è impiegata volutamente in modo moderato, ma garantisce freschezza ed equilibrio sufficienti. Domina una mineralità scarna e pietrosa; aromi finemente fruttati a guscio, note floreali nel retrogusto e speziatura erbacea donano profondità ed energia. Secco, con 14,0 % Vol.
- Finale
- Lungo, pacato e caratterizzato dalla mineralità, con una speziatura erbacea persistente e una fine nota di frutta a guscio.
- Terroir e provenienza
- Il vino proviene dal Tokaj, la più celebre regione vitivinicola dell’Ungheria, la cui storica tradizione di vini bianchi si fonda su Furmint e Hárslevelü. Per Velich, la cui reputazione poggia sulle vecchie viti di Blaufränkisch di Lutzmannsburg e Neckenmarkt, l’impegno in Ungheria rappresenta un passo logico: regioni storiche prese sul serio, senza ricerca dell’effetto.
- Vitigno e vinificazione
- Il Furmint fornisce l’asse acida e la tensione, l’Hárslevelü (il “foglia di tiglio”) la pienezza floreale. L’affinamento avviene con quella riservatezza borgognona per cui Moric è noto – il risultato è un vino bianco secco di carattere anziché un’esplosione di frutta.
- Consigli gastronomici
- Un vino per la cucina con erbe e frutta a guscio: lucioperca arrosto con burro alle erbe, cotoletta di vitello con insalata di prezzemolo, carciofi brasati o pasta con pesto di pistacchi. Anche il pollo con sugo al dragoncello o un Comté stagionato si abbinano magnificamente.
- Particolarità
- La sua singolarità è sensoriale: un Tokaj di rigore minerale, complessità di frutta a guscio e speziatura erbacea – il raro connubio tra la classica coppia di vitigni del Tokaj e il linguaggio stilistico laconico di uno dei viticoltori austriaci più celebrati.


