Nota di degustazione
Un Cabernet Sauvignon che ha imparato a pensare come un Sangiovese. Sebastian Nasello e Ugo Fabbri vinificano questo vino sul Monte Amiata, un vulcano addormentato da 180.000 anni nella Toscana meridionale – e il risultato è un vino rosso che, con il suo 12,5 per cento di alcol, smentisce ogni aspettativa legata alla pesantezza tipica dei vitigni del sud. Freschezza d’altitudine anziché maturità opulenta, tensione anziché marmellata.
- Colore e aspetto
- Rosso porpora scuro con riflessi violacei – giovane, denso, promettente.
- Naso
- Tutta la gamma del Cabernet, ma con accento toscano: cassis e bacche scure mature incontrano macchia mediterranea, alloro e ginepro. A seguire rosmarino, timo, una traccia di oliva nera, un soffio di piment d’Espelette e note floreali di testa che si innalzano dal bicchiere.
- Palato
- Ingresso rinfrescante e rigoroso. Il frutto fresco e slanciato è racchiuso in un corsetto fenolico teso, speziato da foglie di cassis e mora. Fascino austero, tannino fine e polveroso, densità media – un Cabernet che resta atipicamente giocoso e non punta sulla potenza.
- Finale
- Quasi mineralmente fresco nel finale, il frutto rosso scuro illumina il palato e lo allunga. Versatile, amichevole, senza pretese.
- Terroir e origine
- Le uve provengono da un unico ettaro di vigneto coltivato biologicamente presso Poggioferro, sul Monte Amiata. Le viti di 19 anni affondano le radici in terreni ricchi di ferro e calcare a 550 metri di altitudine. Il vulcano spento regala una miscela geologica di calcare, scisto e silicati vulcanici che non ha eguali in Italia. Escursioni termiche fino a 20 gradi tra il giorno e la notte preservano acidità e aromaticità – la freschezza dell’altitudine è racchiusa in ogni bicchiere.
- Vitigno e vinificazione
- Cabernet Sauvignon in purezza. Fermentazione spontanea con lieviti naturali a grappolo intero, in condizioni semi-carboniche, da 8 a 12 giorni di macerazione. L’affinamento avviene esclusivamente in vasche di cemento – niente legno, nessun rivestimento, il vitigno resta puro. Uso minimo di zolfo, con meno di 25 mg/l di SO₂ totale.
- Abbinamenti gastronomici
- La speziatura erbacea e la struttura fresca richiedono un lombo di agnello alla griglia con rosmarino, delle pappardelle al ragù di cinghiale o una tagliata di Chianina. Ottima scelta anche con un Pecorino di media stagionatura e una caponata di melanzane arrostita. Servire fresco, tra i 14 e i 16 gradi.
- Particolarità
- Solo circa 5.000 bottiglie all’anno – una rarità. E un Cabernet che dimostra come l’altitudine e il suolo vulcanico possano reinventare il vitigno: “tuscanizzato”, senza copiare Bordeaux nemmeno di un millimetro.





