Un Sangiovese in purezza, secco, proveniente dalla Toscana, che cresce a 550 metri di altitudine ai piedi del vulcano spento Monte Amiata – un vino rosso schietto e fresco, con un'acidità vibrante e una beva eccellente.
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Imbottigliatore: Bakkanali Soc. Agr. SRL , Località Poggioferro SNC 58038 Seggiano (GR) / Italia
Nel bicchiere
Colore
Rosso ciliegia luminoso con leggera trasparenza.
Aroma
Note succose e fresche e sapide di mirtilli rossi e amarene, accompagnate da sambuco, terra, torba, un tocco di soffice torta al cioccolato e un rametto di ginepro.
Gusto
Di grande impatto, succoso e vibrante di freschezza, con frutto rosso e croccante, bacche nere e sfumature terrose, piacevolmente amaricanti e di frutta a guscio – nessun legno, solo freschezza e un sottile tratto affumicato.
Carattere
Un Sangiovese teso, schietto e onesto della vecchia scuola: incentrato sull'acidità, carico di energia e dotato di fresca brezza montana anziché di opulenza.
Abbinamenti
Pasta con sugo di pomodoro e pecorino, carne di maiale alla griglia toscana o pecorino stagionato con miele.
Da sapere
Fermentazione spontanea e affinamento in acciaio, proveniente da un vigneto certificato bio con suolo bruno ricco di ferro e calcare – l'altitudine estrema del Monte Amiata, con le sue notti fresche, conferisce al vino la sua acidità vibrante e la fine mineralità.
Nota di degustazione
Colore e aspetto
Rosso ciliegia luminoso con leggera trasparenza – un vino che già nel bicchiere segnala come la freschezza prevalga sulla concentrazione.
Naso
Profumato, fresco e sapido: mirtilli rossi e amarene incontrano il sambuco, un sentore di terra e torba, oltre a un richiamo quasi giocoso di torta al cioccolato e a un rametto di ginepro che conferisce al frutto un bordo verde e pungente.
Palato
Pieno di slancio, succoso, vibrante. Il frutto rosso e croccante è attraversato da alcune bacche nere, da note terrose e finemente amare nonché di frutta secca. Niente legno, niente marmellata – in compenso un’acidità tesa, un po’ di fumo e una schietta rusticità che ricorda il Sangiovese della vecchia scuola. La beva è notevole.
Finale
Fresco e limpido, con una nota quasi minerale e sanguigna, come suggerisce il terroir vulcanico del Monte Amiata. Il vino mantiene a lungo la sua freschezza e si chiude con un’amarezza pungente anziché con un calore dolce.
Terroir e origine
Il Monte Amiata, vulcano dormiente da 180.000 anni, è con i suoi 1.738 metri la vetta più alta della Toscana meridionale. Le viti per il “K” si trovano a 550 metri di altitudine su suoli bruni ricchi di ferro con pietra calcarea. Le notti fresche e le escursioni termiche fino a 20 gradi tra il giorno e la notte preservano nelle uve acidità e aromaticità – condizioni che mostrano il lato più energico del Sangiovese.
Vitigno e vinificazione
Sangiovese in purezza, fermentato spontaneamente e affinato in acciaio. Sebastian Nasello – ex cantiniere presso Podere Le Ripi a Montalcino – e Ugo Fabbri rinunciano consapevolmente alle barrique nuove. Il “K” è la controparte in Sangiovese del “KAB”, imbottigliato invece da Cabernet.
Abbinamenti gastronomici
Un vino da tavola, non da piedistallo: pappardelle al ragù di cinghiale, bistecca alla griglia, pizza con finocchiona oppure semplicemente pecorino e salume affumicato. Leggermente rinfrescato dà il meglio di sé.
Particolarità
Bakkanali è stata fondata nel 2021, è certificata biologica e produce soltanto circa 25.000 bottiglie all’anno. Il “K” rappresenta la nuova generazione dei vini toscani: eleganza anziché opulenza, freschezza d’altitudine anziché pesantezza da Brunello – e tutto questo a un prezzo che consente il piacere quotidiano.