"Clos de la Roche" Grand Cru AOC 2022 3000ml Doppel-Magnum
Un raro capolavoro di Pinot Noir della Borgogna, vinificato da vigne antichissime piantate nel 1955 nella parcella Monts Luisants. Nella doppia magnum da 3000 ml, questo Pinot Nero biologico matura in un vino dalla precisione fredda e dalla profondità aristocratica.
Imbottigliatore: Domaine Hubert Lignier, 13, Route Nationale 74, 21220 Morey Saint Denis / France
Nel bicchiere
Colore
Rosso rubino profondo e concentrato con riflessi granati sul bordo del bicchiere, denso e luminoso al tempo stesso.
Aroma
Note intense di ciliegie nere, lamponi di bosco maturi e violette, sostenute da fini sfumature di sottobosco, un tocco di tè nero e una spezia sottile e ben integrata.
Gusto
Potente e denso al palato con tannini setosi e a grana fine; il frutto fresco di bacche scure incontra una precisione minerale e un finale lungo e nitido.
Carattere
Un vino dalla struttura aristocratica e dall’eleganza fredda – definito, preciso e costruito per la longevità, con la concentrazione di vecchie vigne e la finesse della grande tradizione borgognona.
Abbinamenti
Piccione arrosto con salsa al tartufo, filetto di manzo in salsa al vino rosso o Époisses de Bourgogne stagionato.
Da sapere
Vinificato dalla storica parcella Monts Luisants con ceppi risalenti al 1955, che tendono a produrre acini piccoli e altamente concentrati; prodotto biologicamente e affinato con delicatezza nella cantina a gravità senza pompe, con una ridotta percentuale di legno nuovo per massimizzare la purezza e l’espressione del terroir.
Nota di degustazione
Carattere
Un Grand Cru dalla precisione fresca e dalla profondità lineare: è così che la maison stessa descrive la propria impronta. Frutto fresco, tannini a grana fine e un finale lungo e nitido caratterizzano questo Pinot Noir, che punta su struttura e definizione anziché su un’opulenta pienezza. La doppia magnum sottolinea la grandezza di questo vino: i grandi formati maturano più lentamente, preservano più a lungo la freschezza e conferiscono una dimensione aggiuntiva a un profilo aromatico già di per sé complesso.
Terroir e origine
Il Clos de la Roche si trova a Morey-Saint-Denis, nel cuore della Côte de Nuits. La Domaine Hubert Lignier affonda le proprie radici in questo villaggio fin dagli anni Ottanta dell’Ottocento; oggi è Laurent Lignier a guidare l’azienda alla quinta generazione. Un elemento particolarmente distintivo: ventisette filari nel climat Monts Luisants, nella parte superiore del cru, piantati nel 1955 da Henri Lignier. Queste vecchie vigne – origine genetica dell’intera tenuta – sono soggette a millerandage e producono acini minuscoli, spesso apireni, di straordinaria concentrazione. Dal 2017 vengono vinificate separatamente nella cuvée “MCMLV”; il Clos de la Roche classico resta tuttavia il fulcro della maison.
Vitigno e vinificazione
Pinot Noir nella sua espressione borgognona più autentica. Dal 2019 la tenuta è certificata biologica; i trattamenti sintetici sono stati eliminati dai vigneti già a partire dal 2007. La cantina, operativa dal 2008, lavora esclusivamente per gravità: nessuna pompa muove il vino. Prima della fermentazione si effettuano lunghe macerazioni a temperatura controllata; la percentuale di grappoli interi è aumentata nel corso degli anni. L’uso del legno nuovo è stato volutamente ridotto e distribuito tra quattro bottaie diverse, affinché nessuna botte prevalga sul vino. Il risultato: Pinot ben delineati e finemente strutturati, orientati alla lunghezza e alla purezza.
Consigli gastronomici
La struttura fresca e la trama tannica raffinata di questo Grand Cru richiedono piatti di analoga precisione e territorialità. Il carré di capriolo con salsa al ginepro e funghi porcini richiama le note boschive del bouquet. Il petto d’anatra, rosato e accompagnato da una salsa alle ciliegie, rispecchia il frutto del Pinot Noir. Anche la faraona al tartufo o un semplice stufato di pollo con champignon e pancetta trovano qui un degno abbinamento. Per chi preferisce un’opzione vegetariana, ottimo il topinambur con nocciole e salvia: le note terrose del vino incontrano aromi affini nel piatto.