Nota di degustazione
Chouilly, il Grand Cru più settentrionale della Côte des Blancs, è terra di Chardonnay: qui le uve crescono su suoli di creta di rara purezza, in 30 parcelle con viti di 44 anni di età media. Jean-Pierre e Caroline Vazart guidano la maison nella casa in mattoni rossi del 1865, alla terza generazione, puntando coerentemente sull’acciaio anziché sul legno e sulla precisione anziché sull’opulenza. Questo Brut Réserve è ciò che uno Champagne di Chouilly dovrebbe essere: limpido, fresco, vibrante.
- Colore e aspetto
- Giallo chiaro e delicato con riflessi verdi e un perlage fine e vivace – già nel calice una promessa di freschezza.
- Naso
- Frutto finemente intrecciato: pera, melone retato e mela cotogna, oltre a lime, lemongrass e un tocco di zenzero fresco. Al di sotto si avverte la nota fresca e minerale della pietra di gesso bagnata – la firma del villaggio, se così si può dire.
- Palato
- Succoso e cristallino al tempo stesso. Una scia sapida sostiene il frutto, mentre l’anidride carbonica fine danza sulla lingua. Qui finezza e intensità non scendono a compromessi: rinvigorente, preciso, con quella tensione che ci si aspetta da un grande Blanc de Blancs.
- Finale
- Lungo, fresco e sapido-minerale – il gesso resta, il frutto sfuma con eleganza. Un finale che appare sobrio nel senso migliore del termine.
- Terroir e provenienza
- Chouilly Grand Cru, Côte des Blancs, Champagne. Le parcelle si trovano su un mosaico di micro-terroir, dove le viti affondano le radici in profondità nel calcare. Peter Liem definisce Vazart-Coquart la più importante maison di Champagne di vigneron del villaggio.
- Vitigno e vinificazione
- 100 % Chardonnay (Blanc de Blancs), imbottigliato nel maggio 2023 con il 66 % dell’annata 2022, integrato da vini di riserva. Sboccato nel luglio 2025, dosaggio 6 g/l – sufficientemente basso da non mascherare la purezza del frutto.
- Consigli gastronomici
- Un Grand Cru che brilla a tavola: con ostriche, ceviche di orata, sushi, scampi o semplicemente con del Comté. Anche come aperitivo, nel formato magnum, è un vero evento festivo.
- Particolarità
- Per questo vino la famiglia ha dovuto rinunciare a qualcosa: la Réserve Perpétuelle iniziata nel 1982 è stata sacrificata nel 2020 per la conversione al biologico. Il risultato parla da sé: la qualità non ne ha risentito. In magnum, inoltre, questa cuvée matura in modo particolarmente armonioso; stappate, versate, e la serata avrà trovato il suo tono.





