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Salicutti

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Sabine Eichbauer durante una degustazione nella cantina di Podere Salicutti

Una colonna di vetro turchese irrompe nella cantina toscana: l'architettura incontra la marna di 60 milioni di anni. Dal 1990, Podere Salicutti a Montalcino unisce la viticoltura biologica a un'estetica anticonvenzionale. Sabine e Felix Eichbauer guidano la prima azienda vinicola certificata bio della regione con la precisione di un'architetta e l'esperienza gastronomica della loro leggendaria famiglia Tantris. Su 4,5 ettari di vigneti nascono il Rosso e i Brunelli; Monica Larner del Wine Advocate ha definito la tenuta il "Holy Grail of Sangiovese purity". Dalle tre parcelle Teatro, Piaggione e Sorgente proviene esclusivamente Sangiovese, che affina a lungo in legno come Brunello di Montalcino.

Nel 2016 Sabine e Felix Eichbauer, di Monaco di Baviera, hanno fatto il salto nel mondo del vino toscano. La famiglia vantava già un'esperienza nella ristorazione: nel 1971 il padre di Felix, Fritz, aveva fondato con Eckart Witzigmann il leggendario ristorante Tantris, una rivoluzione per l'alta cucina tedesca. Quella precisione e quell'attenzione al dettaglio segnano oggi anche i vigneti di Montalcino. Sabine, architetto di professione, nel 2018 ha ristrutturato l'intera tenuta lasciandovi la sua impronta moderna: una colonna di vetro turchese dell'architetto romano Massimiliano Fuksas attraversa la cantina tradizionale.

≈ Aroma: Erbe

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Da Monaco a Montalcino: il Tantris incontra la Toscana

Nel 2016 Sabine e Felix Eichbauer, di Monaco di Baviera, hanno fatto il salto nel mondo del vino toscano. La famiglia vantava già un'esperienza nella ristorazione: nel 1971 il padre di Felix, Fritz, aveva fondato con Eckart Witzigmann il leggendario ristorante Tantris, una rivoluzione per l'alta cucina tedesca. Quella precisione e quell'attenzione al dettaglio segnano oggi anche i vigneti di Montalcino. Sabine, architetto di professione, nel 2018 ha ristrutturato l'intera tenuta lasciandovi la sua impronta moderna: una colonna di vetro turchese dell'architetto romano Massimiliano Fuksas attraversa la cantina tradizionale.

La moderna cantina di Podere Salicutti con le botti di legno a Montalcino

Pionieri della biodinamica su fondamenta di 60 milioni di anni

Già nel 1996 Salicutti ottenne, prima azienda di Montalcino, la certificazione biologica. Dal 2022 gli Eichbauer lavorano interamente in biodinamica secondo le linee guida Demeter e sono membri orgogliosi dell'esclusiva associazione respekt-BIODYN, che riunisce appena 36 vignaioli europei. Jan Erbach, della vicina Pian dell'Orino, segue personalmente questa conversione. I 4,5 ettari di vigna poggiano su marne vecchie di 60-80 milioni di anni: suoli calcarei che il Sangiovese ama. Gli asini pascolano tra gli ulivi, le api ronzano nel frutteto e le galline razzolano tra i filari.

Tre vigne, tre personalità

I singoli vigneti raccontano storie diverse. Teatro, a 520 metri di altitudine, è il preferito di Sabine: questa vigna esposta a sud, la più fresca e tardiva, fornisce le uve per l'elegante Brunello di Montalcino Teatro Riserva 2019. Piaggione ha invece conquistato il cuore di Felix: i suoli calcarei, ricchi di fossili ed esposti a est-sud-est, sono la base del potente Brunello di Montalcino Piaggione 2020. Sorgente completa il trio con terreni pesanti a 450 metri: qui nasce il Brunello di Montalcino Sorgente 2020, con la sua caratteristica maturazione tardiva.

I vigneti di Podere Salicutti con vista sulla valle nebbiosa di Montalcino

Intensive gardening e una filosofia di Sangiovese in purezza

"La terra c'era prima di noi; ora nutre le nostre viti, e sarà qui quando noi non ci saremo più": questa umiltà guida l'intensive gardening della famiglia. Conoscono personalmente ogni ceppo, ogni grappolo viene selezionato a mano. Il cantiniere Gianni Fabbri vinifica esclusivamente Sangiovese, per circa 15.000-20.000 bottiglie l'anno. Il clima mediterraneo, a 35 chilometri dal Mar Tirreno, e il meticoloso lavoro manuale creano quella purezza del Sangiovese che Monika Larner di Robert Parker's Wine Advocate ha definito il "Santo Graal". Architettura moderna, precisione monacense e tradizione toscana si fondono in Brunelli di una limpidezza senza compromessi.

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