Un Sangiovese profondo e vinificato in purezza, proveniente dalla prima azienda certificata biologica di Montalcino. Nasce dal vigneto più piccolo e più alto della tenuta e unisce una precisione potente a una chiarezza architettonica che richiede tempo e calici ampi.
Imbottigliatore: Podere Salicutti, Loc. Pod. Salicutti 174, 53024 Montalcino / Italia
Nel bicchiere
Colore
Rosso rubino scuro e trasparente con riflessi violacei.
Aroma
Frutta scura di ciliegia e mora, avvolta da note quasi affumicate, cera per scarpe pregiata e una delicata riduzione.
Gusto
Teso e potente, di immensa profondità, ma agile come Bruce Lee; tannini setosi e morbidi, acidità matura che emerge dall’interno e un finale orchestrale.
Carattere
Una promessa per il futuro non ancora pienamente compiuta: struttura da cattedrale, estetica scura e una purezza senza compromessi del Sangiovese che premia la pazienza.
Abbinamenti
Petto d’anatra arrosto con ciliegie, carré di agnello al rosmarino o Pecorino al tartufo stagionato.
Da sapere
La certificazione biodinamica Demeter e il microclima più fresco tra i tre cru di Salicutti, a 520 metri di altitudine, conferiscono a questo vino un’eleganza fresca e distintiva; la biodiversità ricca di fossili include asini tra le vigne e ulivi.
Nota di degustazione
Colore & Aspetto
Rosso rubino scuro e trasparente – limpido e profondo al tempo stesso, come si conviene a un Brunello proveniente da questa altitudine.
Naso
Più uno schizzo che un dipinto finito: il frutto scuro giace strettamente avvolto sotto strati di fumo, lucido da scarpe e una delicata nota riduttiva. Un vino che richiede pazienza e calici ampi – e che ripaga generosamente entrambi.
Palato
All’assaggio rivela immediatamente la classe di questo cru: potente e teso, ma senza alcuna pesantezza. Più Bruce Lee che bodybuilder – agile, elegante, preciso. I tannini sono fini e setosi, la matura acidità sospinge il vino con notevole energia. Immensa profondità e densità interna.
Finale
Lungo, sfaccettato, quasi orchestrale – un finale che risuona ancora per minuti.
Terroir & Origine
Teatro è il più piccolo dei tre cru di Salicutti: appena 0,7 ettari a ben 500 metri di altitudine, esposto a sud come un anfiteatro. Le viti, piantate nel 1994, affondano le radici in suoli sabbioso-argillosi con ciottoli fini e frammenti di calcare e marna calcarea – vecchi da 60 a 80 milioni di anni. Il microclima più fresco dell’azienda, la maturazione più tardiva. Il cru preferito di Sabine Eichbauer, ed è facile capirne il motivo.
Vitigno & Vinificazione
Sangiovese in purezza, selezionato a mano. L’enologo Gianni Fabbri vinifica con quella discrezione che lascia la precedenza al terroir. Dal 2022 l’azienda lavora interamente in biodinamica secondo i disciplinari Demeter ed è membro dell’associazione respekt-BIODYN.
Abbinamenti gastronomici
La Bistecca alla Fiorentina è la scelta classica. Ma anche un ragù di cinghiale con pappardelle, un Pecorino stagionato o un semplice carpaccio di manzo al tartufo trovano qui un degno compagno.
Particolarità
Monika Larner del Wine Advocate ha definito Salicutti il “Holy Grail of Sangiovese purity” – e il Teatro Riserva 2019 dimostra il perché. Un vino dalla struttura cattedrale, che ora appare ancora chiuso, ma tra cinque-dieci anni rivelerà tutta la sua grandezza. Chi avrà pazienza sarà ricompensato.