
I nonni imbottigliarono il primo Champagne di propria produzione nel 1947, i genitori diedero alla maison il suo nome nel 1968 – e nel 2006 Géraldine e Richard tornarono dalla grande città per ripensare tutto da capo. Champagne Lacourte-Godbillon rappresenta oggi la viticoltura biodinamica nella Petite Montagne de Reims: 8,5 ettari di Premier Cru a Écueil e Les Mesneux, dominati da vecchie viti di Pinot Noir su calcare puro. La nona generazione di viticoltori, la terza con una propria etichetta.
≈ Aroma: Ciliegia
In tutti i vini: 2865 Vini
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Dall'ufficio alla vigna
Il 2006 fu l'anno della decisione. Géraldine lavorava nel marketing, Richard nelle vendite industriali internazionali – entrambi a Parigi, entrambi ben sistemati. Ma quando si trattò di decidere chi avrebbe portato avanti l'azienda di famiglia, la risposta fu una sola. Si licenziarono, si trasferirono a Écueil, conseguirono il diploma di enologia nel 2007 e nel 2008 rilevarono le vigne. Nessun passaggio di consegne graduale, nessuna viticoltura part-time: la rottura con la vecchia vita fu radicale. I nonni avevano imbottigliato il primo Champagne con il proprio nome nel 1947, nel 1968 i genitori diedero alla maison il suo attuale doppio nome. Con la nona generazione era arrivato il momento di fare il passo successivo.


Il bosco di Écueil
Il villaggio di Écueil si trova nel cuore della Petite Montagne de Reims, stretto tra pendii calcarei e un piccolo bosco. Questo bosco è più di una semplice cornice: le querce da cui sono ricavate le botti della cantina crescono qui, a poche centinaia di metri dalle vigne. Legno del proprio terroir, una rarità persino in Borgogna. I suoli sono di calcare puro, l'esposizione è per lo più a sud, il microclima è protetto dal bosco. L'85 per cento degli 8,5 ettari è piantato a Pinot Noir, il resto a Chardonnay: una predominanza insolita per la Champagne. Nei vigneti migliori (Chaillots, Monts Âme, Migerats) le viti hanno tra i 40 e i 70 anni.
Demeter nella terra dello Champagne
La conversione al biologico iniziò subito dopo il subentro; nel 2012 arrivò la certificazione biologica UE e dal 2020 l'azienda è certificata Demeter, la forma più rigorosa di biodinamica. Niente pesticidi, niente erbicidi: preparati a base di ortica, equiseto e valeriana al posto della chimica di sintesi. La vendemmia manuale va da sé, così come la fermentazione spontanea con lieviti indigeni. In cantina dominano le vasche d'acciaio e le botti ricavate dalle querce del bosco di Écueil, che danno struttura ai vini senza sovrastarli. Non lontano da qui, nel vicino villaggio di Chamery, Bonnet-Ponson lavora con una filosofia simile: anche lì la giovane generazione è passata al biologico, anche lì domina il Pinot Noir, anche lì il terroir conta più della tecnica.
Tre Champagne, tre filosofie
Il Terroirs d'Écueil è la base: 85% Pinot Noir, 15% Chardonnay, un Extra Brut con appena 3 grammi di dosaggio. Mostra di cosa è capace il calcare di Écueil: minerale, teso, con un fine frutto agrumato e una nota salina nel finale. La cuvée Chaillots Hautes Vignes fa un passo in più: un Pinot Noir in purezza dalle parcelle più alte, vinificato nel rovere del bosco di Écueil, con almeno 60 mesi sui lieviti. E poi c'è M.A.M. – Monts Âme-Migerats, che prende il nome da due parcelle storiche con viti di 70 anni, un Brut Nature senza alcun dosaggio. Chi cerca Champagne al di là dei grandi nomi qui trova profondità senza fronzoli.
Prezzi dei vini Lacourte-Godbillon
10 vini · aggiornato al 24 ottobre 2026 · prezzi IVA inclusa, spedizione esclusa
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