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Trentino

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Nel Trentino, i vigneti si estendono dal fondovalle dell'Adige fino alle pareti calcaree delle Dolomiti, e ogni pomeriggio il vento del Lago di Garda risale la valle verso nord. I vini del Trentino uniscono così frutta matura a un'acidità fresca e a una vivacità che tradisce la vicinanza delle montagne. Qui crescono vitigni quasi introvabili altrove, primo fra tutti il rosso Teroldego del Campo Rotaliano e la bianca Nosiola. I nostri vini del Trentino provengono da Foradori a Mezzolombardo, un'azienda che coltiva le proprie vigne in biodinamica ed è certificata Demeter.




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Vino del Trentino: una valle alpina tra il Lago di Garda e l'Alto Adige

Il Trentino è la metà meridionale della regione Trentino-Alto Adige. La sua spina dorsale è la valle dell'Adige, che scende da nord passando per Trento in direzione di Verona, fiancheggiata da valli laterali come la Val di Cembra e la Vallagarina. Le viti crescono sul caldo fondovalle come su terrazze a notevole altitudine, e questa escursione spiega la varietà dei vini. Il clima ha un'impronta alpina, con notti fresche; l'Ora, il vento di valle che sale dal Lago di Garda, asciuga le uve dopo la pioggia e le mantiene sane. Tradizionalmente le viti sono allevate a pergola trentina.

Calcare, porfido e le ghiaie del Noce

I suoli cambiano in spazi ristretti. Sui pendii dominano calcare e dolomia, che danno vini tesi e salini; in Val di Cembra si trova il porfido rosso, una roccia vulcanica che conferisce tensione ai bianchi. A nord di Trento si apre il Campo Rotaliano, una piana alluvionale che il torrente Noce, confluendo nell'Adige, ha colmato di ghiaia, sabbia e detriti dalle montagne. Questi suoli caldi e drenanti sono la patria del Teroldego, un vitigno rosso dal colore cupissimo con aromi di mora, viola e ciliegia, i cui vini sono tutelati come Teroldego Rotaliano DOC. Più a sud, in Vallagarina intorno a Isera, cresce il fruttato Marzemino, e nella Valle dei Laghi la Nosiola, da cui si ottiene anche il Vino Santo Trentino. Su tutto spicca lo spumante: il Trento DOC è una denominazione per metodo classico, soprattutto da Chardonnay e Pinot Nero delle fresche zone d'altura.

Foradori a Mezzolombardo: Teroldego da agricoltura biodinamica

Chi cerca vino trentino di qualità biologica arriva presto da Foradori. Nel corso dei decenni Elisabetta Foradori ha sottratto il Teroldego al ruolo di semplice vino di massa, selezionato le vecchie viti e convertito l'azienda all'agricoltura biodinamica. Oggi i vini portano la denominazione Vigneti delle Dolomiti IGT. Il Granato Teroldego Vigneti delle Dolomiti IGT 2021 proviene da vecchie viti a pergola sulle ghiaie del Campo Rotaliano e mostra frutto scuro, tannino vellutato e un lungo potenziale d'invecchiamento. Dai singoli vigneti Morei e Sgarzon nascono Teroldego che maturano in anfore spagnole di terracotta. Il Lezèr è un rosso chiaro e leggero da Teroldego, Lagrein e Schiava.

Nosiola, Manzoni Bianco e bianchi in anfora

I bianchi di Foradori provengono dalle colline di Fontanasanta, vicino a Trento. Il Fontanasanta Nosiola Vigneti delle Dolomiti IGT 2024 matura sulle bucce in anfora e profuma di pera, camomilla e nocciola, sostenuto da un'acidità fine e salina. Il Manzoni Bianco, incrocio tra Riesling e Pinot Bianco, nel Fontanasanta mostra agrumi, fiori bianchi e una linea nitida e fresca. Il Fuoripista è un Pinot Grigio ramato con contatto sulle bucce, speziato e di trama tannica. Oltre alle annate attuali proponiamo Teroldego maturi di annate più vecchie, alcuni in formato magnum.

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