Vai al contenuto

Château de Béru

14 Vini

Tutti i filtri
14 Vini Tutti i filtri

ATHÉNAÏS DE BÉRU

Nello Chablis orientale si erge il maestoso edificio del Château de Béru, un gioiello dell'architettura rinascimentale. Sotto la guida di Athénaïs de Béru, la tenuta è diventata una stella luminosa nel cielo borgognone. I vigneti, tra cui l'imponente monopole Clos Béru, sono coltivati in biodinamica. A 300 metri di altitudine, dove domina il caratteristico calcare kimmeridgiano, nascono oggi Chardonnay minerali e precisi, di straordinaria finezza.

Ciò che colpisce per primo chi visita il Château de Béru è l'eleganza senza tempo della dimora rinascimentale, che si innalza maestosa sopra i vigneti dello Chablis orientale. La bellezza architettonica del castello, con la sua rara meridiana del XVI secolo e l'imponente portale rinascimentale, è tuttavia solo l'involucro esterno di una storia ancora più affascinante, fatta di rinascita, precisione enologica e una filosofia della qualità senza compromessi.

Château de Béru




Scopri di più su Château de Béru

Ciò che colpisce per primo chi visita il Château de Béru è l'eleganza senza tempo della dimora rinascimentale, che si innalza maestosa sopra i vigneti dello Chablis orientale. La bellezza architettonica del castello, con la sua rara meridiana del XVI secolo e l'imponente portale rinascimentale, è tuttavia solo l'involucro esterno di una storia ancora più affascinante, fatta di rinascita, precisione enologica e una filosofia della qualità senza compromessi.

Château de Béru

La rinascita di un gigante addormentato

La storia del Château de Béru è strettamente intrecciata con gli alti e bassi della viticoltura borgognona. La catastrofe fillosserica di fine Ottocento segnò qui, come in molte altre tenute della regione, una drammatica cesura. La famiglia de Béru fu costretta ad abbandonare la viticoltura, una decisione dolorosa per una casa con secoli di tradizione vitivinicola.

Il punto di svolta arrivò alla fine degli anni Ottanta, quando Éric e Laurence de Béru presero la coraggiosa decisione di rimettere a coltura i vigneti abbandonati. Fu una sfida di enormi proporzioni: i vigneti andavano reimpiantati, i vecchi muri restaurati e un sapere dimenticato riportato in vita. La vera rinascita, però, cominciò nel 2004 con l'ingresso in azienda della figlia Athénaïs.

Athénaïs portò con sé non solo energia fresca, ma anche una visione chiara. Con occhio analitico riconobbe l'eccezionale potenziale dei vigneti e iniziò a svilupparlo in modo sistematico. Il suo approccio fu fin dall'inizio improntato a un profondo rispetto per il terroir, un atteggiamento che si riflette in ogni aspetto del lavoro in vigna e della vinificazione.

In armonia con la natura

Il passaggio alla conduzione biologica e poi biodinamica sotto la guida di Athénaïs segnò un'altra tappa fondamentale nella storia della tenuta. La certificazione Demeter non fu mai l'obiettivo primario, ma piuttosto la conseguenza logica di una convinzione radicata: che i vini straordinari possono nascere solo dove il vigneto è inteso e curato come un organismo vivente.

Vecchie viti di Chardonnay in primavera

Lavorare con i cavalli invece che con pesanti macchinari è più di una nostalgia romantica. La lavorazione dolce del suolo evita il compattamento, favorisce l'aerazione e preserva la fragile microbiologia del terreno. L'inerbimento esteso tra i filari e la promozione mirata degli insetti utili creano un complesso equilibrio ecologico. Questa gestione vicina alla natura permette allo Chardonnay di affondare le radici nel sottosuolo calcareo e di attingere al meglio alle componenti minerali del terroir.

I preparati biodinamici sono prodotti in proprio con meticolosa cura e distribuiti secondo il calendario cosmico. Non si tratta di una visione del mondo esoterica, ma dell'esperienza pratica che questi metodi rafforzano la vitalità delle viti e favoriscono l'espressione del terroir nei vini, in particolare nello Chardonnay.

Il mosaico dei terroir

Il cuore della tenuta è senza dubbio il Clos Béru, un monopole di cinque ettari racchiuso da un muro storico del XIII secolo. La particolarità di questo vigneto si rivela solo a uno studio attento: a 300 metri di altitudine, la vigna gode di una combinazione unica di esposizione, microclima e sottosuolo geologico.

Il calcare kimmeridgiano che qui domina, formatosi circa 150 milioni di anni fa dai sedimenti di un mare primordiale, conferisce ai vini la loro caratteristica mineralità. I gusci fossili di ostriche e i microscopici organismi marini che permeano questa roccia contribuiscono a un complesso apporto di minerali alle viti. L'altitudine garantisce inoltre un periodo vegetativo più lungo e permette alle uve di sviluppare i propri aromi lentamente e a pieno, a temperature moderate.

Accanto al Clos Béru, la tenuta coltiva alcuni Premier Cru selezionati, che arricchiscono la gamma di ulteriori sfaccettature. Ognuno di questi vigneti ha un proprio carattere, segnato da sottili differenze di esposizione, profondità del suolo e condizioni microclimatiche. Queste differenze vengono messe in luce da un lavoro preciso in vigna e da vinificazioni separate, e compongono un affascinante mosaico di terroir.

Athénaïs sulla botte

L'arte della vinificazione

La filosofia dell'intervento minimo prosegue in cantina. Le uve vengono selezionate con cura e pressate delicatamente. La fermentazione avviene spontaneamente con lieviti naturali, così che la biodiversità microbica della vigna continui anche nel vino. L'affinamento classico in piccole botti di legno è affiancato da approcci innovativi: bianchi macerati come lo Chablis Orangerie mostrano nuove sfaccettature dello Chardonnay, mentre le cuvée senza aggiunta di solfiti mettono in primo piano la pura espressione del terroir.

Un'attenzione particolare è dedicata alla fase di formazione dei vini. Degustazioni regolari stabiliscono il momento ottimale per il travaso e l'imbottigliamento. Non si tratta di parametri tecnici, ma del delicato equilibrio tra forza e finezza, tra frutto primario e struttura minerale.

Il risultato sono Chardonnay di straordinaria nitidezza e precisione. Spesso riservati e di fresca eleganza in gioventù, sviluppano con l'affinamento in bottiglia una complessità affascinante. Agrumi, fiori bianchi e mineralità salina si fondono in un profilo aromatico stratificato. La struttura acida è precisa e dona ai vini la loro caratteristica tensione e lunghezza.

Athénaïs nella cantina delle barrique

Al loro meglio, i vini del Château de Béru mostrano una purezza quasi cristallina, unita a una profondità e a una lunghezza affascinanti. Sono vini che non si limitano a essere bevuti, ma invitano alla riflessione: sulla forza del terroir, sull'importanza di un lavoro sostenibile in vigna e sulle infinite possibilità dello Chardonnay. Sono la prova vivente che i grandi vini non si fanno, ma nascono dal dialogo rispettoso tra uomo e natura.

La storia del Château de Béru non è ancora finita. Con ogni annata si acquisiscono nuove conoscenze e si scoprono nuove sfumature del terroir. È una storia di coraggio, visione e instancabile ricerca della qualità, una storia che continua in ogni bicchiere di questi vini straordinari.

Chi apprezza questo tipo di Chablis senza trucco, improntato al terroir, dovrebbe scoprire anche i vini della Domaine de l'Enclos: i fratelli Bouchard seguono un approccio altrettanto intransigente.

it_ITIT