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Pernand-Vergelesses 1er Cru "Île des Vergelesses" rouge 2017

Pernand-Vergelesses 1er Cru "Île des Vergelesses" rouge 2017

Un Pinot Noir biodinamico proveniente da uno dei migliori cru del villaggio, classificato a livello Grand Cru. Il Domaine coltiva le proprie vigne con certificazione Demeter dal 2011 e rinuncia a chiarifica e filtrazione.

63,00 € 84,00 € / l
IVA inclusa, se applicabile
Annata
201963,00 €disponibile 201763,00 €scelto

Disponibile. Spedizione rapida tramite DHL o DHL Express.
Imballato con cura e assicurato contro rottura e smarrimento.

Disponibile

Vitigno
Pinot Nero
Annata
2017
Alcol
13,5 % Vol.
Zucchero residuo
asciutto
Servire a
16–18 °C
Formato
0,75 l · enthält Sulfite
Codice
9910216150

Nel bicchiere

  1. Colore

    Rosso violaceo

  2. Aroma

    Frutti rossi con ribes (rosso e nero), ciliegie, note speziate e legno discreto; ancora riservato e timido.

  3. Gusto

    Più caldo di quanto il naso lasci supporre, con ciliegie succose e frutti di bosco, tannini rotondi e quasi vellutati, acidità misurata e una mineralità di fondo nel finale lungo e dai toni fruttati caldi.

  4. Carattere

    Un Borgogna elegante, che necessita ancora di evoluzione, dalla texture setosa e dalla profondità minerale, capace di ricompensare la pazienza.

  5. Abbinamenti

    Risotto al Pinot Nero con funghi selvatici e petto d’anatra, pernice avvolta nel lardo con spicchi di mela glassati o couscous alle mandorle e datteri con barbabietola rossa.

  6. Da sapere

    Proveniente dal Premier Cru Île de Vergelesses di 9,41 ettari, caratterizzato da marne rosse ricche di ciottoli e calcare, suoli ferrosi ed esposizione a est. Il Domaine lavora i vigneti con i cavalli, utilizza la fermentazione a grappolo intero e dosi minime di zolfo; questo vino, a differenza della versione senza solfiti aggiunti, merita ulteriore affinamento.

Nota di degustazione


Colore & Aspetto
Rosso violaceo – un colore che promette giovinezza e lascia presagire profondità.
Naso
Inizialmente di frutti rossi e riservato: dominano i ribes, prima rossi poi sempre più neri, accompagnati da ciliegie. Una fine speziatura e un accenno di legno incorniciano il quadro – nel complesso ancora timido, ma di una chiarezza promettente.
Palato
Decisamente più caldo di quanto il naso lasci supporre: ciliegie e frutti di bosco conferiscono succosità, il frutto è rotondo e invitante. Il tannino si rivela quasi carezzevole, l’acidità rimane discreta. Nel sottofondo, una sottile mineralità attraversa il vino e lo sostiene.
Finale
Lungo e dai frutti caldi – la scia minerale persiste e si congeda solo sul finire.
Terroir & Origine
Il cru Premier Cru Île des Vergelesses, esteso per 9,41 ettari, è considerato il migliore del comune – una qualità da Grand Cru. Il terroir ricorda quello della collina di Corton: marne rosse ricche di ciottoli e calcare con un elevato contenuto di ferro caratterizzano i suoli. La Domaine Chandon de Briailles, di proprietà familiare dal 1834, coltiva i suoi 13,7 ettari a Savigny-lès-Beaune, Pernand-Vergelesses e Aloxe-Corton interamente con i cavalli – unica azienda in tutta la Borgogna a farlo completamente.
Vitigno & Vinificazione
Pinot Noir proveniente da viti di circa 40 anni in media, in parte ottantenni, esposte a est. I fratelli François e Claude de Nicolay lavorano in biodinamica dal 2005 (certificati Demeter dal 2011), rinunciando a chiarifica e filtrazione. Questa cuvée è stata leggermente solfitata – a differenza della versione senza solfiti aggiunti della maison.
Consigli di abbinamento
Risotto al Pinot con funghi selvatici e petto d’anatra – le note terrose del piatto rispecchiano la mineralità del vino. Ottimo anche il fagiano di palude avvolto nel lardo con spicchi di mela glassati: il frutto del vino abbraccia la dolcezza della mela, mentre il tannino tiene testa al lardo. In versione vegetariana, convince il couscous con mandorle, datteri e barbabietola rossa.
Particolarità
Un vino che richiede tempo: mentre la versione senza solfiti aggiunti offre già oggi grande piacevolezza, questo Île des Vergelesses merita ulteriore affinamento. La combinazione tra lavoro biodinamico, aratura con cavalli e la storica cantina cistercense del XII secolo ne fa un Borgogna dalla firma inconfondibile – misurato nell’uso del legno, preciso nel frutto, con un potenziale di decenni davanti a sé.

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