Imbottigliatore: Clos du Moulin aux Moines, 21190 Auxey-Duresses / Francia
Nel bicchiere
Colore
Rosso rubino scuro con delicati riflessi violacei.
Aroma
Multistrato e potente, con frutti scuri, frutto di bacche rosse fresco e sapido e bergamotto, su uno sfondo di sottobosco umido, tabacco chiaro e spezie delicate.
Gusto
Carnoso e dalla trama fitta, con un frutto di bacche scure, tannini vellutati e fittamente intrecciati, un'acidità matura e portante, oltre a sfumature di liquirizia dolce, tabacco scuro e liquirizia nel finale.
Carattere
Espressivo e complesso, con un profilo scuro e leggermente affumicato che, nonostante la giovinezza, risulta già accessibile e unisce una materia densa alla finezza borgognona.
Abbinamenti
Eccellente con manzo brasato, petto d'anatra arrosto con riduzione di frutti di bosco o raffinati piatti a base di funghi.
Da sapere
Pinot Noir da singola parcella proveniente da un minuscolo appezzamento di soli 0,18 ettari con terreno povero; fermentazione spontanea con lieviti indigeni, imbottigliato senza chiarifica né filtrazione.
Nota di degustazione
Colore e aspetto
Un rosso rubino scuro e brillante, con delicati riflessi violacei e giovanili sull’unghia.
Naso
Già al primo approccio olfattivo rivela una complessità sfaccettata. Con un po’ d’aria si dispiega un potente gioco aromatico di bacche di bosco scure, ribes rosso croccante e della fine freschezza agrumata del bergamotto. Sullo sfondo si adagiano note terrose di sottobosco umido, tabacco chiaro e spezie delicate, che conferiscono al vino un profilo scuro e sottilmente affumicato.
Palato
In bocca l’annata 2022 si mostra sorprendentemente accessibile e ampiamente aperta. Il frutto scuro appare carnoso e consistente, sostenuto da tannini fittamente intrecciati, vellutati e soffici. Un’acidità matura e perfettamente integrata agisce in modo sottile sullo sfondo, garantendo vivacità e slancio senza dominare la nobile struttura. Un Pinot Noir di medio corpo dall’equilibrio aristocratico.
Finale
Il finale è lungo e speziato, caratterizzato da sfumature delicate di liquirizia, tabacco scuro e un tocco di liquirizia nera, che donano alla chiusura una fusione austera ed esigente.
Terroir e provenienza
La minuscola parcella “Les Famines”, di soli 0,18 ettari, si trova ai piedi della collina di Volnay a 230 metri di altitudine, con un’esposizione ottimale a est. I terreni profondi e ghiaiosi, composti da argilla rossa e calcare, erano storicamente considerati poveri – da qui probabilmente il nome “Les Famines” (le carestie) – ma oggi regalano al Pinot Noir una concentrazione affascinante. Clos du Moulin aux Moines, tenuta ricca di storia risalente al X secolo, coltiva questo cru secondo i principi della biodinamica.
Vitigno e vinificazione
100 per cento Pinot Noir, impiantato a elevata densità nel 1996 e nel 2001 (10.000 ceppi/ha). Le uve vengono raccolte a mano e rigorosamente selezionate. La fermentazione spontanea con lieviti indigeni avviene in grandi tini di legno, con una quota dal 50 al 70 per cento di uve diraspate. Dopo una pressatura soffice, il vino affina per 12 mesi in fusti di rovere francese usati. Viene imbottigliato senza chiarifica né filtrazione e con un’aggiunta minima di zolfo.
Abbinamenti gastronomici
Questo Volnay strutturato è già in gioventù un compagno eccellente per il petto d’anatra rosato, il classico Coq au Vin o un delicato ragù di fagiano brasato con funghi di bosco.
Particolarità
Dal 2008 Willy Roulendes sta convertendo la tenuta all’agricoltura biodinamica, puntando coerentemente sul lavoro manuale e sulla rinuncia ai macchinari pesanti. Questo Volnay affascina per il suo equilibrio tra profondità storica e una maturità di beva sorprendentemente precoce e immediata.