Imbottigliatore: Clos du Moulin aux Moines, 21190 Auxey-Duresses / Francia
Nel bicchiere
Colore
Giallo paglierino chiaro con riflessi verdolini e limpidezza vivace.
Aroma
Note fini di pesca bianca, agrumi e fiori, sostenute da una sottile speziatura minerale e da un sentore di mandorla.
Gusto
Secco e teso, con una struttura acida incisiva, una consistenza cremosa e un finale lungo e sapido che riflette i suoli calcarei del cru.
Carattere
Un vino dalla finezza borgognona senza sfarzo – complesso ma non pesante, con la profondità e la spina dorsale tipiche di Les Folatières.
Abbinamenti
Rombo arrosto con beurre blanc, animelle in salsa di spugnole o Comté stagionato.
Da sapere
Da una parcella di soli 0,20 ettari nella parte inferiore del cru, vicino a Le Cailleret, piantata nel 1981 ed esposta a sud-est. Coltivazione biodinamica e in conversione, certificato a partire dall'annata 2025.
Nota di degustazione
Carattere
Un Borgogna bianco dalla freschezza nitida e dalla silenziosa sicurezza di sé. Les Folatières è considerato uno dei cru più autonomi di Puligny: improntato sul calcare, teso, segnato da una fine mineralità. L’annata 2023 esprime agrumi, fiori bianchi e una tensione salina che fa apparire il vino più slanciato che opulento. Eleganza senza sfarzo – in pieno stile della maison.
Terroir e provenienza
La Côte de Beaune è la terra d’elezione dei grandi Chardonnay, e Puligny-Montrachet ne è forse il villaggio più raffinato. La parcella di Clos du Moulin aux Moines si trova nella parte inferiore del Premier Cru Les Folatières, vicino a Le Cailleret: 0,20 ettari a 260 metri di altitudine, esposti a sud-est, su argilla e calcare, impiantati nel 1981. Il nome deriva dall’antico francese Foletière, un luogo dove, secondo la leggenda, si aggiravano i follets, folletti e fuochi fatui. Il domaine stesso si trova ad Auxey-Duresses, a ovest di Meursault, e risale ai monaci dell’abbazia di Cluny, che lo fondarono alla fine del X secolo; la parcella a Puligny è stata acquisita all’inizio del 2022.
Vitigno e vinificazione
Uno Chardonnay proveniente da un Premier Cru richiede in cantina grande discrezione, e Willy Roulendes rispetta questo principio. Il vino fermenta con i propri lieviti in Pièces da 400 litri e vi affina per 12 mesi senza bâtonnage; viene imbottigliato non filtrato. La parcella è coltivata secondo i principi della biodinamica ed è in conversione, con certificazione a partire dall’annata 2025.
Abbinamenti gastronomici
Un vino per la cucina raffinata: sogliola al burro, rombo arrosto, carni bianche con spugnole oppure risotto agli asparagi bianchi. Anche con il Comté o un Gruyère stagionato dà il meglio di sé. Già accessibile ora, ma con il potenziale per alcuni anni di affinamento in bottiglia.