Imbottigliatore: Matthias Planchon, Route de Bourges, 18300 Sancerre / Francia
Nel bicchiere
Colore
Giallo paglierino intenso con lievi riflessi verdolini.
Aroma
Espressivo e floreale con fiori d’arancio, frutti maturi a polpa bianca e gialla, oltre a note agrumate, erbe aromatiche e bacche bianche.
Gusto
Equilibrato tra una freschezza vivace e frutto maturo – alchechengi, carambola, cassis, sambuco, susine Regina Claudia e pompelmo si fondono con pietra ed erbe; texture setosa, acidità vibrante, bocca rotonda con una mineralità energica.
Carattere
Preciso e fresco-acciaioso dal calcare, al contempo setoso e succoso grazie alla lunga permanenza sulle fecce nobili – un Sancerre di cru con profondità e tensione.
Abbinamenti
Ideale con filetto di sogliola saltato al burro e limone, torta salata al caprino fresco ed erbe aromatiche, oppure sushi e sashimi.
Da sapere
Vigneti condotti in biodinamica (AB/EU-Bio, Biodyvin), fermentazione spontanea e affinamento per il 40% in anfore e il resto in botti da 600 litri, imbottigliato non filtrato secondo il ciclo lunare – da viti di 57 anni nel lieu-dit "Le Paradis", con la sua caratteristica sapidità “acqua di pietra”.
Nota di degustazione
Colore e aspetto
Giallo paglierino intenso con delicati riflessi verdi – un vino che promette concentrazione già nel calice.
Naso
Esplosivo e floreale, segnato da un’annata calda: fiori d’arancio si fondono con frutta bianca e gialla matura, accompagnati da note agrumate, erbe aromatiche e frutti di bosco bianchi. Affascinante, fresco e vivace.
Palato
Un equilibrio raffinato tra freschezza sapida e frutto maturo. Fisalis e carambola si intrecciano a cassis, sambuco, regina claudia e pompelmo. La texture è setosa, il sorso rotondo – ma al di sotto si cela una mineralità energica che ricorda la pietra bagnata. È ciò che Matthias Planchon definisce “l’eau de roche”: acqua di pietra.
Finale
Lungo, salino e preciso. La tensione minerale sostiene il frutto ben oltre l’ultima impressione gustativa.
Terroir e provenienza
Il cru Le Paradis si estende per 14 ettari su calcare dell’Oxfordiano – sedimenti marini vecchi di 150 milioni di anni. Il ripido versante esposto a sud presenta uno strato superficiale di soli 30-45 centimetri, costellato di Cailottes, quei ciottoli calcarei giallastri e friabili. Planchon coltiva qui 0,9 ettari con viti di 57 anni, impiantate ad alta densità: 7.700 ceppi per ettaro.
Vitigno e vinificazione
Sauvignon Blanc, vendemmiato a mano, pressato lentamente in modo pneumatico e fermentato spontaneamente – 40% in acciaio inox, 60% in anfore e botti da 600 litri. Due anni di affinamento sui lieviti fini negli stessi contenitori, seguiti da un ulteriore anno di riposo in acciaio. Imbottigliato non filtrato, seguendo i cicli lunari.
Abbinamenti gastronomici
L’unione tra morbidezza e tagliente mineralità rende questo vino estremamente versatile: sogliola al burro, astici alla griglia, tarte al formaggio di capra e timo o semplicemente ostriche – la vena salina del vino trova qui la sua naturale corrispondenza.
Particolarità
Matthias Planchon proviene da una famiglia che ha fatto la storia della viticoltura: il suo antenato Jules Émile Planchon identificò la fillossera nel 1868 e salvò la viticoltura europea grazie all’innesto. Matthias lavora in regime biodinamico (AB/EU-Bio, presumibilmente Biodyvin), vinifica separatamente ogni parcella e produce solo 22.000 bottiglie all’anno – uno dei produttori più piccoli dell’appellazione.