Mentre i viticoltori tedeschi si preparano alle numerose degustazioni dei loro Großen Gewächse 2023 – quel rituale annuale in cui centinaia di critici del vino si fanno strada tra campioni da vasca giovanili e austeri – vale la pena rivolgere lo sguardo a quei vini che hanno già potuto godere del favore del tempo.
La classificazione “Großes Gewächs” segna dal 2002 il vertice della piramide vinicola tedesca. Nata come risposta ai Grand Cru della Borgogna, questa categoria si è affermata con sorprendente rapidità quale indicatore affidabile di qualità. I rigidi regolamenti – resa massima di 50 hl/ha, esclusivamente vigneti classificati di prim’ordine, vendemmia manuale selettiva, un peso minimo del mosto di 89° Oechsle e affinamento obbligatoriamente secco – ne costituiscono soltanto l’impalcatura tecnica. Decisiva è l’interpretazione da parte dei viticoltori.
Si potrebbe senz’altro sostenere che il sistema di classificazione dei vini tedeschi, già di per sé complesso, avesse bisogno di un’ulteriore categoria tanto quanto di un’altra estate del secolo. Ciononostante, la classificazione Großes Gewächs si è imposta come una guida sorprendentemente precisa verso i vini secchi più ambiziosi della Germania. Dopo un’approfondita degustazione delle collezioni attuali di alcuni dei produttori più seri del Paese, mi ritrovo – talvolta non poco sorpreso – colpito dalla loro qualità.
I 2022: un’annata di precisione
I giudizi della stampa dell’ultimo decennio mostrano in modo eloquente quale evoluzione abbia compiuto il vino tedesco. Il trio di Riesling GG di Kühling-Gillot (Pettenthal, Hipping e Ölberg) dimostra una costanza notevole, con il Pettenthal che spicca per l’affascinante tensione tra frutto a nocciolo maturo e una mineralità quasi salina. Con 12-13 per cento di alcol conservano una freschezza ammirevole, senza presentare quella spigolosità austera che un tempo affliggeva non pochi vini secchi tedeschi.
Il Kirchenstück GG 2022 di Battenfeld-Spanier si rivela altrettanto convincente, sebbene in una tonalità nettamente diversa. Qui troviamo maggiori sentori di oli di agrumi e pietra bagnata, con una struttura che promette grande longevità. Il loro Frauenberg GG offre un piacere leggermente più immediato, senza per questo essere meno serio nelle intenzioni.

La questione dell’affinamento
L’evoluzione di questi vini offre materiale di studio affascinante. Il Jungfer GG 2018 di Peter Jakob Kühn dimostra in modo eloquente perché la pazienza venga ripagata. L’austerità iniziale ha lasciato il posto a note complesse di erbe essiccate e agrumi sotto spirito, mentre la caratteristica mineralità resta immutata nella sua presenza. I 2021 mostrano un potenziale simile, sebbene al momento siano ancora saldamente avvolti in una giovanile ritrosia.
Il legame con la Borgogna
Chi cerca prove che lo Spätburgunder tedesco meriti seria attenzione le troverà nell’Eichberg Oberrotweil Großes Gewächs di Franz Keller. A rischio di commettere un’eresia enologica: in una degustazione alla cieca di Premier Cru Gevrey-Chambertin non avrebbe alcun bisogno di nascondersi. L’integrazione tra frutto e legno mostra una ritegno ammirevole e, al prezzo attuale, molti omologhi borgognoni fanno apparire piuttosto ottimistica la propria politica di prezzi.
Differenze regionali
Ökonomierat Rebholz continua a dimostrare in modo eloquente perché il Palatinato meriti la nostra attenzione. Il loro Riesling GG “Im Sonnenschein” 2022 offre una precisione da manuale, mentre il loro Weißburgunder proveniente dallo stesso vigneto attesta in modo convincente che il Riesling non è l’unica grande speranza bianca della Germania. Entrambi mostrano quella caratteristica riservatezza divenuta il biglietto da visita di questa cantina.
La Franconia, regione in alcuni casi ingiustamente trascurata, offre piacevoli sorprese. Il Maustal Riesling GG 2021 di Zehnthof Luckert dimostra che l’eccellenza non si limita alle regioni tedesche più note a livello internazionale. Qui si trova una densità che testimonia viti vecchie e un serio lavoro in vigna.
Rapporto qualità-prezzo
Ai prezzi di mercato attuali (indicativamente tra i 35 e i 95 euro), questi vini offrono un notevole rapporto qualità-prezzo rispetto ai bianchi della Borgogna o ad altri vini bianchi premium di ambizione simile. Gli esempi migliori – e in questa collezione ce ne sono molti – offrono complessità, potenziale di invecchiamento e quella che è la più preziosa di tutte le qualità: una chiara impronta territoriale.
Consigli per gli acquisti
Da gustare a breve:
- Kühling-Gillot Pettenthal GG 2022 – Frutto cristallino
- Zehnthof Luckert Maustal GG 2021 – Raffinato
Per la cantina:
- Battenfeld-Spanier Kirchenstück GG 2022 – Costruito per il lungo percorso
- Franz Keller Eichberg Oberrotweil Spätburgunder GG – Un vino rosso serio e con potenziale
- Ökonomierat Rebholz “Im Sonnenschein” GG 2022 – Struttura classica con potenziale di evoluzione per oltre un decennio
Scelta intelligente:
- Peter Jakob Kühn Riesling Doosberg GG 2020 – Inizia a mostrare complessità secondaria
- Karthäuserhof GG 2020 – Stile tradizionale della Saar con abbondanti riserve di vita
Questi vini dimostrano che i grandi vini secchi tedeschi hanno trovato la propria identità. Non cercano più di imitare gli stili di altre regioni, ma offrono invece qualcosa di inconfondibilmente proprio: precisione, chiarezza e un’origine inequivocabile. I migliori esempi sono di classe mondiale secondo qualsiasi parametro.
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