Il mondo del vino guarda da secoli a Bordeaux, una regione che per molti è diventata la quintessenza dei grandi vini. Mentre i famosi Châteaux della classificazione del Médoc del 1855 fungono oggi soprattutto da simboli di status – con Latour, Lafite e compagni a prezzi che in alcuni casi superano i 1000 euro a bottiglia – lontano da queste tenute di prestigio si sta compiendo un affascinante cambiamento. Una nuova generazione di vignaioli riscopre i veri punti di forza della regione: i terroir unici con la loro varietà di suoli, la tradizione artigianale e l’espressione autentica dei cru.
Questa rinascita è portata avanti soprattutto da piccole tenute che si sono dedicate alla viticoltura biodinamica. Dimostrano che Bordeaux sa fare molto di più dei vini levigati a livello internazionale, talvolta sovraestrati, delle grandi star. Con un lavoro meticoloso in vigna e una vinificazione delicata, nascono vini di notevole precisione che rispecchiano la diversità dei suoli – dall’argilla ferruginosa del Libournais ai versanti calcarei delle Côtes fino all’altopiano unico di Barsac. Tre di queste tenute si distinguono in modo particolare. Uniscono una tradizione secolare a concetti innovativi e rappresentano alcuni degli sviluppi più entusiasmanti della regione.

La Closerie Saint Roc
La tenuta La Closerie Saint Roc nel Libournais dimostra in modo convincente il potenziale delle spesso sottovalutate appellazioni satellite. I 16 ettari di vigneto si estendono su un affascinante mosaico di suoli diversi, che Pascal Amoreau valorizza attraverso una precisa parcellizzazione e vinificazioni separate. Le sue imbottigliamenti da singola vigna rivelano le diverse sfaccettature del terroir con straordinaria chiarezza.

Il Les Noyers 2020 proviene da viti vecchie su suolo calcareo argilloso. La sua complessa aromatica di frutti di bosco scuri e grafite si unisce a una notevole tensione minerale. I tannini fini e la vivace acidità promettono un grande potenziale di invecchiamento.
Il classico Closerie Saint Roc 2019 mostra l’altro lato della tenuta – qui domina una frutta succosa con fini note speziate, sostenuta da una struttura tannica vellutata che conferisce al vino lunghezza ed eleganza. Un ingresso perfetto nel mondo di questa cantina in ascesa.
Château Falfas

Il Château Falfas nelle Côtes de Bourg è stato nel 1988, sotto la guida di Véronique Cochran, uno dei pionieri del movimento biodinamico a Bordeaux. I 20 ettari di vigneto beneficiano di una posizione privilegiata sull’estuario della Gironda, il cui influsso mitigante garantisce una maturazione uniforme. Il sottosuolo calcareo e i terreni argillosi, intramezzati da selce, costituiscono la base per vini di notevole precisione.

La cuvée di punta “Le Chevalier” 2019, proveniente da viti fino a 75 anni su puro calcare, dimostra la straordinaria profondità del terroir. Una frutta di mirtillo cristallina, sostenuta da cassis, cedro e grafite, con una lunghezza impressionante, evoca i grandi vini della riva destra.
Il vino classico della casa Château Falfas 2019 mostra una struttura nitida di ciliegie mature e fini note terrose. I tannini sono caldi e speziati, perfettamente integrati, tipici di questa eccellente annata.
Château Climens

Situato a Barsac, il Château Climens, classificato Premier Cru Classé dal 1855 e da sempre rinomato per i suoi vini dolci cristallini, percorre sotto Bérénice Lurton nuove strade con coraggio. L’utilizzo esclusivo di Sémillon e la gestione rigorosamente biodinamica dal 2014 permettono di ottenere vini di straordinaria precisione – e non solo nei classici dolci nobili.

L’Asphodèle 2020, il suo primo vino secco, unisce la potenza di viti vecchie alla mineralità dell’altopiano calcareo. La sua complessa aromatica di pesca bianca e fiori d’agrumi è sostenuta da una notevole sapidità che evoca i grandi bianchi della Borgogna.
Un passo ancora più audace è rappresentato dal “Lilium” 2022. Le uve provengono dalle parcelle più antiche, normalmente destinate al leggendario vino dolce. Il risultato è un vino bianco secco di affascinante complessità, con intense note di cotogna e fiori bianchi, sostenute da una struttura acida cristallina che promette un grande potenziale di invecchiamento.
Bordeaux in trasformazione
Queste tre tenute rappresentano in modo esemplare la trasformazione di Bordeaux. Il loro lavoro senza compromessi in vigna, unito a una vinificazione precisa e minimalista, dà vita a vini di straordinaria autenticità. Dimostrano che Bordeaux è molto più di grandi nomi e di uno stile internazionale. La regione sta vivendo una rinascita, sostenuta da vignaioli che reinterpretano il suo ricco terroir. I loro vini potrebbero non raggiungere i prezzi dei Super-Seconds, ma sono tra i più appassionanti che Bordeaux abbia oggi da offrire.