Uno Xarel·lo profondo e minerale del Penedès – un vino fermo in purezza prodotto da una microazienda, che mostra questa varietà catalana a livelli di classe mondiale.
Giallo paglierino chiaro e limpido con riflessi verdolini.
Aroma
Riservato e fresco: frutta bianca, scorza di agrumi, note erbacee e una fine mineralità gessosa.
Gusto
Secco e purista, quasi salato al palato, con un'acidità vibrante e una profondità che richiede un po' di tempo.
Carattere
Un vino bianco fermo e introspettivo – fresco, lineare e adatto all'invecchiamento, lontano da qualsiasi frutto opulento.
Abbinamenti
Sogliola alla griglia, ostriche o formaggio di capra alle erbe.
Da sapere
Rinuncia consapevolmente all'uovo di cemento – in cantina l'accento è posto su una sensazione in bocca purista e minerale; vendemmia manuale, fermentazione spontanea con lieviti indigeni, coltivazione biodinamica dal 2005.
Nota di degustazione
Carattere
Purista, fresco, quasi salato – uno Xarel·lo che rinuncia agli effetti e punta invece sulla profondità. L’Espenyalluchs è il vino più slanciato della piccola gamma di Enric Soler: uno stile limpido e marcatamente minerale, con un’acidità tesa e una sensazione al palato che richiede tempo e ripaga la pazienza. Più nordico nell’impressione che opulento e mediterraneo.
Terroir e origine
Sabanell, una frazione nell’Alt Penedès vicino a Barcellona, a circa 400 metri sul livello del mare. Qui si trovano le più antiche viti di Xarel·lo al mondo, piantate nel 1945 dal nonno di Enric Soler nella località Cal Raspallet. Il sottosuolo calcareo e sabbioso permette alle radici profonde di trovare acqua anche nelle annate secche; le notti fresche dell’altitudine preservano la freschezza. A soli 30 chilometri di distanza si trova il Mar Mediterraneo, che funge da cuscinetto climatico, mentre sullo sfondo si erge il frastagliato massiccio del Montserrat.
Vitigno e vinificazione
Lo Xarel·lo, quel vitigno catalano che nel Cava finisce spesso in secondo piano o viene truccato con troppo legno, mostra qui il suo vero volto. Enric Soler – eletto miglior sommelier di Spagna nel 1997 e dedito alla biodinamica dal 2005 – vendemmia a mano in piccole cassette e fermenta spontaneamente con lieviti indigeni, senza alcuna correzione. A differenza del Nun Vinya dels Taus, ispirato allo stile borgognone, l’Espenyalluchs rinuncia all’uovo di cemento e punta su un profilo più purista e minerale. Soler, tra l’altro, è affiancato nei suoi lavori da Ester Nin, proveniente dal Priorat. Complessivamente escono dalla cantina poco meno di 10.000 bottiglie all’anno – artigianali fin nei minimi dettagli.
Consigli di abbinamento
La struttura fresca e salata richiama il mare: sardine alla griglia, cozze in brodo di vino bianco, sogliola al limone. Si sposano bene anche i classici catalani come l’Escalivada o i calcots con salsa romesco, così come il Jamón Ibérico e il Manchego. Se preferite qualcosa di semplice: basta un piatto di mandorle Marcona e olive.