Nota di degustazione
Quando un geologo con dottorato e un ex sommelier vinificano insieme, il risultato è precisione nel calice. Eric Barnert e Götz Drewitz coltivano minuscoli vigneti terrazzati su pendii ripidi tra Bensheim e l’Odenwald – parcelle che altrove sarebbero state abbandonate. Il “Fürst” è il loro luminoso esempio del perché questa opera di salvataggio valga la pena.
- Colore & Aspetto
- Giallo paglierino medio, limpido e vivace nel calice.
- Naso
- Un profumo dall’affascinante tensione tra riduzione e ossidazione, con una mineralità quasi giurassica: polvere di roccia, grafite, pietra bagnata con licheni. A ciò si aggiungono mela, mela da mosto e pera, il tutto completato da scorza di mandarino.
- Palato
- Sapido e succoso e setoso, con un frutto di pomi freschi e maturi che sembra avvolto nella crema. L’acidità matura e impeccabile – plasmata dal granito – garantisce slancio e ritmo; la lunga permanenza sui lieviti dona sostanza, sale e un tocco di fine dolcezza. Un Riesling completo e sfaccettato, che invita immediatamente al sorso successivo.
- Finale
- Lungo e sapido, con una mineralità persistente e una pressione decisa – un finale che resta impresso nella memoria.
- Terroir & Origine
- Le uve provengono da un vecchio vigneto sul versante occidentale dell’Odenwald, non lontano dal rinomato cru Fürstenlager. Il suolo è composto da granito alterato con venature di scisto – viti dalle radici profonde di oltre 40 anni su un pendio ripido che esclude qualsiasi meccanizzazione.
- Vitigno & Vinificazione
- Riesling, vendemmia manuale, pressatura soffice per 2,5 ore, sedimentazione moderata per 48 ore. Fermentazione spontanea in tonneaux da 500 litri usati, sette mesi sui lieviti fini, imbottigliato non filtrato – con soli 44 mg/l di solforosa totale.
- Abbinamenti gastronomici
- Magnifico con lucioperca arrosto, antipasto di Handkäse dell’Assia o pollo arrosto alle erbe. Ottimo anche con asparagi alla salsa olandese e formaggio d’alpeggio stagionato.
- Particolarità
- Una Limited Edition di poche centinaia di bottiglie provenienti da un cru di eccellenza salvato dall’abbandono. La comprensione geologica incontra l’artigianalità minimalista: fermentazione spontanea, lungo affinamento sui lieviti, rinuncia alla filtrazione – un Riesling senza trucco, che sa della sua montagna.





