
“Il Guercio”, il furfante con un occhio solo: è così che i suoi amici chiamano Sean O'Callaghan, nato cieco all'occhio destro. L'inglese ha studiato a Geisenheim, ha lavorato allo Schlossgut Diel e poi si è innamorato perdutamente del Sangiovese. La Tenuta di Carleone è il risultato di questa passione: in vigneti situati tra i 450 e i 750 metri, dove il vento rinfresca gli acini e i suoli di calcare alberese e galestro conferiscono tensione ai vini, nascono Chianti Classico dalla freschezza quasi elettrizzante. Per questo il Gambero Rosso lo ha premiato con i Tre Bicchieri.
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Da Geisenheim a Radda in Chianti
La storia sembra inventata: un inglese che studia a Geisenheim, lavora come cantiniere presso lo Schlossgut Diel – e poi diventa l'interprete di Sangiovese più celebrato della sua generazione. Eppure Sean O'Callaghan, nato con l'occhio destro cieco (da qui il suo soprannome “Il Guercio”), ha percorso esattamente questa strada. Per circa 25 anni ha plasmato la leggendaria tenuta Riecine e, ancora in quel periodo, nel 2012 ha fondato insieme all'imprenditore austriaco Karl Egger la Tenuta di Carleone, su una proprietà menzionata per la prima volta in un documento del 1078 con il nome di Castiglioni.

Freschezza montana tra i 450 e i 750 metri
I circa 30 ettari di vigneti della Tenuta di Carleone si trovano nel cuore storico del Chianti Classico, tra Radda, Gaiole e Vagliagli, oltre a un antico vigneto terrazzato presso Lamole, nel comune di Greve. Ciò che rende queste vigne così particolari è l'altitudine: dai 450 ai 750 metri si creano condizioni quasi alpine. Un vento fresco accarezza costantemente i filari, le notti sono fredde e gli sbalzi termici tra il giorno e la notte sono enormi. Il risultato: Sangiovese dall'acidità vibrante e dalla precisione cristallina. I suoli di calcare alberese e galestro donano inoltre ai vini profondità minerale, una combinazione che ricorda le migliori cru della Borgogna. Alcune viti risalgono ancora agli anni Settanta. In vigna l'azienda lavora secondo principi biologici e biodinamici; Pianvecchio 2025, Rosato 2025 e Chianti Classico 2023 sono certificati bio UE (ente di controllo IT-BIO-014).
Cemento e poco legno nuovo
Nella cantina della Tenuta di Carleone, O'Callaghan segue coerentemente la propria strada. Laddove altri puntano sulle barrique nuove, lui preferisce vasche di cemento e grandi fusti di legno usati. Il motivo: vuole che il Sangiovese sappia di Sangiovese – non di tostatura e vaniglia. La fermentazione avviene con lieviti naturali. Per vini come Il Randagio opta per una macerazione fino a quattro mesi con una quota di grappoli interi – un procedimento che crea struttura e complessità senza sacrificare la freschezza caratteristica. Anche da Corzano e Paterno, un'altra tenuta tradizionale toscana a sud di Firenze, si adotta un approccio altrettanto rispettoso verso il terroir – là persino le pecore pascolano tra i filari.

I vini: dal Pianvecchio al Chianti Tre Bicchieri
Il portfolio spazia ampiamente. Lo Spanda – uno spumante Metodo Classico Rosato da Sangiovese – dimostra il coraggio di O'Callaghan verso l'anticonvenzionale e sorprende con un perlage fine e una freschezza speziata. Il Guercio, che porta il soprannome di Sean, proviene da un antico vigneto terrazzato presso Lamole a 650 metri: puro Sangiovese, di un rosso ciliegia traslucido, con note di fichi maturi, amarene dolci e lamponi di bosco, vellutato al palato e sostenuto da un'acidità vivace. Il Chianti Classico, ormai premiato con i ricercati Tre Bicchieri del Gambero Rosso, incarna l'essenza di Radda: energia brillante, frutto fresco e sapido e quell'inconfondibile tensione che può nascere solo da questa altitudine. Antonio Galloni di Vinous lo riassume perfettamente: “Sean O'Callaghan produce alcuni dei vini più inconfondibili di tutto il Chianti Classico.”







