Nota di degustazione
Un vino bianco che prende il proprio nome alla lettera: sole di Marsala, vento di Pantelleria. Il Sole e Vento 2025 è il biglietto da visita quotidiano di Marco de Bartoli – e al contempo un discreto indizio di quanto radicalmente questa azienda siciliana intenda il vino. Laddove l’industria del Marsala ha puntato per decenni sugli artifici, qui si tratta di uve, acidità e limpidezza.
- Colore e aspetto
- Giallo chiaro con riflessi argentei – fresco e limpido nel bicchiere.
- Naso
- Una fanfara di aromatica siciliana: note di moscato, scorze di pompelmo e fiori di agrumi dallo Zibibbo dell’isola di Pantelleria. Il Grillo della terraferma vi stende sotto uno strato speziato: brezza marina salata, scorze di lime, note di testa floreali e il finemente minerale sentore di gusci di ostrica pestati.
- Palato
- Attacco succoso, subito catturato da un’acidità marcata e direzionale – il vero motore di questo vino. Lime, note salate, fini toni floreali oltre a succosi kumquat e pesche attraversano l’intera evoluzione.
- Finale
- Lungo, fresco e sapido – l’aromatica segue l’ampio arco acido fino al finale. Un vino che svuota bicchiere e caraffa con insolita rapidità.
- Terroir e provenienza
- Due isole, due paesaggi, un solo vino: il Grillo proviene dai suoli ricchi di calcare intorno a Marsala, dove la vite cresce sin dall’epoca dei Fenici. Lo Zibibbo arriva dalla ventosa isola vulcanica di Pantelleria, sulla quale la famiglia de Bartoli coltiva viti in condizioni estreme dal 1984. La vendemmia è manuale, su circa 30 ettari condotti in viticoltura biologica.
- Vitigni e vinificazione
- Cuvée di Grillo (struttura) e Zibibbo (aroma). Dopo una selezione manuale, le uve vengono diraspate, pressate delicatamente e lasciate macerare per circa 24 ore. La fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni in acciaio, seguita da sette mesi sui lieviti fini. Prima dell’imbottigliamento solo dosi minime di zolfo.
- Abbinamenti gastronomici
- L’infinita situazione da aperitivo è il suo habitat naturale. In abbinamento: ostriche, carpaccio di pesce spada, pasta con limone e acciughe, Gambero Rosso o semplicemente mandorle salate al tramonto.
- Particolarità
- La porta d’ingresso all’opera di un uomo che ha salvato il Marsala dall’industria: fermentazione spontanea con lieviti selvaggi e coltivazione biologica – già nel vino base si riconosce la firma senza compromessi di de Bartoli. Il risultato è un siciliano secco di insolita tensione: profumo senza dolcezza, frutto con mordente.





