Elévation 424 Crémant de Bourgogne Extra Brut AOP 2021
Uno spumante in purezza di Aligoté proveniente dalle alture delle Hautes-Côtes de Beaune, che conquista con la sua acidità tesa e l’affascinante complessità aromatica.
Giallo dorato intenso con riflessi ramati e un perlage vivace e impetuoso.
Aroma
Bouquet complesso di frutta secca come albicocche e pere essiccate, accompagnato da mela tagliata, melone reticolato e acqua di fiori d’arancio; il tutto sostenuto da note di pasta frolla, cedro candito, tè Darjeeling, cera d’api e gelatina di cotogna.
Gusto
Al palato si rivela un contrasto avvincente: un’acidità tesa e una spuma temperamentosa incontrano una consistenza cremosa e sentori selvatici, leggermente ossidativi, che richiamano il sidro di mele e pere. Ampio, sfaccettato e dal finale persistente.
Carattere
Un Crémant complesso e insolito, dotato di profondità e personalità – le lievi note ossidative e la struttura tesa ne fanno uno spumante per esploratori, che va ben oltre i classici vini da aperitivo.
Abbinamenti
Mini-quiche con porri e mele, ricoperte di panna acida affumicata, polpette di scampi con chutney piccante di cotogna e citronella, oppure costine di maialino da latte su crauti brasati alla cotogna.
Da sapere
Crémant in purezza di Aligoté proveniente dalle alture delle Hautes-Côtes de Beaune (fino a 421 metri), dove le uve maturano più tardi conservando così una freschezza particolare. Prodotto dalla prima azienda vitivinicola della Borgogna certificata Demeter, che pratica la biodinamica dal 1984.
Nota di degustazione
Colore e aspetto
Giallo dorato intenso con riflessi ramati e un perlage fine e vivace.
Naso
Come una passeggiata in un bazar orientale: albicocche secche e pere, accompagnate da lievi note ossidative che richiamano mele tagliate, melone retato e acqua di fiori d’arancio. Sullo sfondo emergono biscotti frollini, canditi, una tazza di Darjeeling appena infuso, cera d’api e gelatina di mele cotogne.
Palato
Le generose cascate aromatiche vengono bilanciate al palato da un’acidità tesa e da uno spumeggiante vivace. Il profilo aromatico si rivela più ampio e sfaccettato di quanto la struttura slanciata lasci supporre. Una cremosità avvolgente incontra note selvatiche e marcatamente ossidative di sidro di mele e pere — un contrasto elettrizzante tra pienezza e slancio verticale.
Finale
Teso e asciutto, con una persistente freschezza agrumata e un finale sottile, quasi salino, che sottolinea il carattere Extra Brut.
Terroir e origine
Le uve provengono dalle Hautes-Côtes de Beaune, dove i vigneti della Domaine Boris Champy si estendono a quote comprese tra 377 e 421 metri — un riferimento esplicito nel nome Elévation 424. In queste posizioni le uve maturano circa una settimana più tardi rispetto alla Côte de Beaune, preservando così freschezza ed eleganza naturali. Per Champy, questi vigneti d’altura rappresentano il futuro della Borgogna nell’era del cambiamento climatico.
Vitigno e vinificazione
Un Crémant de Bourgogne da Aligoté — il vitigno bianco borgognone spesso sottovalutato, che qui rivela tutta la sua versatilità nella versione spumante. La domaine pratica l’agricoltura biodinamica dal 1984 ed è stata la prima azienda certificata Demeter in Borgogna. La vinificazione si basa sulla fermentazione spontanea con lieviti indigeni e interventi minimi.
Abbinamenti gastronomici
Mini-quiche con mele, porri e copertura affumicata di panna acida, polpette di scampi con chutney piccante di mele cotogne e citronella oppure costine di maialino da latte su crauti brasati alle mele cotogne — piatti che esaltano la tensione tra frutto, acidità e profondità ossidativa di questo Crémant.
Particolarità
Boris Champy è arrivato qui attraverso un percorso insolito: dieci anni alla Dominus Estate nella Napa Valley, esperienze al Clos des Lambrays, poi un pellegrinaggio lungo il Cammino di Santiago — fino all’acquisizione nel 2019 di questa pionieristica domaine a Nantoux. Il fatto che abbia scelto proprio l’Aligoté per elevarlo a Crémant, ottenendo un profilo aromatico che oscilla tra bazar e prato alpino, dice molto sulla sua visione della Borgogna: nessun rispetto per le gerarchie consolidate, ma una profonda reverenza per ciò che l’altitudine sa offrire.