
Nella «stanza del tesoro» di Torano Nuovo riposano 350.000 bottiglie, alcune per trent'anni prima di lasciare la casa. L'azienda Emidio Pepe pratica una vinificazione scomparsa altrove: ogni acino viene staccato a mano e la fermentazione inizia dentro il frutto, per macerazione semicarbonica. Dal 1964 la famiglia vinifica Montepulciano e Trebbiano su 17 ettari secondo i principi biodinamici. Oggi tre generazioni lavorano fianco a fianco.
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Per saperne di più su Emidio Pepe
Acino per acino: la vendemmia più laboriosa d’Italia
Da Emidio Pepe la diraspatura a mano raggiunge una nuova dimensione: mentre altri vignaioli raccolgono i grappoli a mano, la famiglia Pepe separa ogni singolo acino dal raspo, un procedimento quasi unico al mondo. Questa selezione estrema consente una fermentazione semicarbonica che inizia già all’interno del frutto intatto. I lieviti indigeni dei vigneti di proprietà avviano il processo, senza alcuna correzione enologica.
Nato nel 1932, Emidio Pepe ha portato questo metodo, a partire dal 1964, a una perfezione che oggi le figlie Sofia e Daniela proseguono. Trattato così, il Montepulciano rivela una complessità che raggiunge il pieno sviluppo solo dopo 20 anni di affinamento in cantina.

Pergola e policoltura sulle Colline Teramane
A sedici chilometri dall’Adriatico, su suoli argilloso-calcarei tra i 280 e i 380 metri di altitudine, le viti crescono con il tradizionale allevamento a pergola. I venti freschi provenienti dal massiccio del Gran Sasso creano condizioni ideali per una maturazione lenta. Tra i filari prosperano cereali e ortaggi, una policoltura già praticata dal nonno di Emidio.
La selezione massale si basa su cloni centenari che garantiscono la diversità genetica. Il vigneto “Branella”, coltivato a pergola dal 1971, fornisce le uve per i leggendari vini Selezione. Accanto a Valentini, Emidio Pepe è uno degli indirizzi che hanno plasmato l’Abruzzo, conquistando riconoscimento internazionale per questa regione a lungo sottovalutata.

La stanza del tesoro: decenni di pazienza
Nelle cantine di Torano Nuovo riposano 350.000 bottiglie, una riserva che non ha eguali. Un’annata lascia l’azienda solo quando Emidio Pepe la giudica pronta da bere. Alcuni vini attendono oltre tre decenni prima di essere messi in commercio. Questa politica di invecchiamento estrema permette di proporre Montepulciano pienamente evoluti, come il Montepulciano 2003 o il già leggendario Montepulciano 2002.
Tre generazioni, una visione
Oggi le nipoti Chiara (export) ed Elisa (ospitalità) portano l’eredità nella quarta generazione. La figlia Sofia è responsabile di vigna e cantina, mentre Daniela guida l’amministrazione. Questa continuità garantisce che la filosofia intransigente di una vinificazione non filtrata e naturale resti intatta.
Di particolare interesse per i collezionisti sono gli imbottigliamenti “Decanted”, come il Montepulciano 2000 decanted, in cui il deposito naturale è stato eliminato con un travaso. Mostrano il Montepulciano d’Abruzzo nella sua forma più pura e limpida, a prova dello straordinario potenziale di invecchiamento di questo vitigno italiano sottovalutato.
