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Autochthon Red 2022

Un vino rosso vivo e secco del Balaton, che riunisce le varietà autoctone ungheresi Kékfrankos, Kékbakator e Hajnos kék in un’esperienza di beva fresca e dai sentori di frutti rossi, con soli 11% di alcol.

22,00 € 29,33 € / l
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Disponibile

Vitigno
Kékfrankos, Hajnos kék, Kékbakator
Annata
2022
Zucchero residuo
asciutto
Servire a
16–18 °C
Formato
0,75 l · enthält Sulfite
Codice
9870009041

Nel bicchiere

  1. Colore

    Rosso melograno luminoso dalla limpidezza giovanile.

  2. Aroma

    Frutti rossi vivaci con lampone e amarena, accompagnati da note erbacee eteree e una delicata fragranza floreale.

  3. Gusto

    Acidità rinfrescante e tannini fini, leggero e dissetante con succoso frutto rosso.

  4. Carattere

    Un vino naturale vivo e danzante, ricco di freschezza e autenticità rustica, che con la sua bassa gradazione alcolica e l’acidità vibrante promette una beva irresistibile.

  5. Abbinamenti

    Gulasch ungherese, petto d’anatra arrosto con cavolo rosso oppure piatti di lenticchie speziati con paprika affumicata.

  6. Da sapere

    Questo assemblaggio preserva vitigni ungheresi quasi dimenticati come Kékbakator e Hajnos kék, radicati su suoli vulcanici di basalto ai piedi del Szent György-hegy, che conferiscono al vino una tensione minerale unica e una complessità aromatica straordinaria.

Nota di degustazione


Colore e aspetto
Melagrana con un bordo fresco e leggermente violaceo – luminoso e decisamente giovanile, con una certa trasparenza delicata che rivela il tenore alcolico moderato di 11,0% vol.
Naso
Un profumo vibrante di lampone e amarena, accompagnato da erbe aromatiche eteree e una nota floreale che evoca i prati alpini. Il profilo aromatico risulta fresco, preciso e sostenuto da una vivacità rinfrescante che richiama immediatamente le alture vulcaniche del Szent György-hegy.
Palato
Al palato il vino danza con un’acidità vivace e tannini fini, quasi delicati. Il frutto rosso resta presente, ma è sorretto da una struttura minerale che conferisce al vino lunghezza. Secco, slanciato, con una certa autenticità rustica che tuttavia mantiene eleganza.
Finale
Il finale è di media persistenza e rinfrescante, con un ritorno di frutti rossi e una leggera nota terrosa che rimanda ai suoli basaltici. Un vino che non si impone, ma sa farsi ricordare.
Terroir e origine
Le viti affondano le radici sul versante meridionale del Szent György-hegy, un monte vulcanico sulla sponda settentrionale del Balaton. Su basalto, argilla e terra bruna ricca di ferro, le vigne crescono a un’altitudine compresa tra 118 e 180 metri. Il clima pannonico garantisce giornate calde e notti fresche, preservando la freschezza delle uve.
Vitigni e vinificazione
Un assemblaggio di Kékfrankos (Blaufränkisch), Kékbakator e Hajnos kék – due varietà ungheresi quasi dimenticate che apportano finezza e complessità aromatica. István Bencze vinifica con intervento minimo, fermentazione spontanea e affinamento in anfore o botti di legno usate, senza filtrazione né chiarifica.
Abbinamenti gastronomici
Perfetto con verdure alla griglia, gulasch ungherese o pollo arrosto. Ottima scelta anche con salumi speziati o piatti a base di funghi. L’acidità vivace lo rende il compagno ideale per preparazioni con pomodoro o peperone.
Particolarità
Ciò che distingue questo vino è l’unione tra vitigni autoctoni e la filosofia naturale senza compromessi di István Bencze. La conduzione biodinamica e la vinificazione in anfora conferiscono al vino un’espressività autentica, capace di riflettere il terroir vulcanico in tutta la sua complessità. Un vino che dimostra come la scena dei vini naturali ungheresi abbia ormai raggiunto livelli internazionali.

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