
“Chi ha il senso per le cose buone, farà anche buoni vini” – questo è il credo di David Reynaud. Oggi la Domaine Les Bruyères è annoverata tra le cinque migliori tenute di Crozes-Hermitage. Su 27 ettari di vigneti coltivati in biodinamica nascono vini da Syrah di precisione impressionante. David, il “principe del Syrah”, unisce il piacere gastronomico a una qualità senza compromessi e, dalla certificazione Biodyvin ottenuta nel 2005, lavora esclusivamente con metodi naturali.
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Il principe del Syrah e la sua rivoluzione
Quando nel 2002 David Reynaud, a soli 28 anni, ha preso in mano l'eredità familiare, si è trovato di fronte a una scelta radicale: continuare a vendere le uve alla cooperativa oppure intraprendere la propria strada? La sua risposta è stata inequivocabile – e rivoluzionaria per la Domaine Les Bruyères. Già un anno dopo è passato alla coltivazione biologica e nel 2005 è arrivata la certificazione Biodyvin per la conduzione biodinamica. Questa determinazione ha dato i suoi frutti: nel giro di soli dieci anni il domaine si è catapultato tra i cinque migliori produttori dell'appellation.

Tra uova di cemento e zoccoli di cavallo
L'approccio di David unisce tradizione e tecnica innovativa in modo affascinante. Mentre lavora i suoi terreni con un aratro trainato da cavalli, vinifica in moderne uova di cemento da 16 ettolitri e in tradizionali vasche di cemento. La cantina sotterranea funziona secondo il principio di gravità – in modo delicato e rispettoso. La sua rigorosa selezione inizia già in vigna e prosegue in cantina: diraspatura, pressa tradizionale a cesto e fermentazione spontanea con lieviti indigeni sono la norma. Il risultato sono vini di straordinaria complessità, come il Crozes Hermitage rouge Georges, che esprime la potenza delle vecchie viti in un equilibrio perfetto.
Un terroir di antichissimi ciottoli fluviali
L'altopiano di Châssis, con le sue terrazze argillo-calcaree, racconta una storia geologica lunga milioni di anni. I caratteristici galets – ciottoli arrotondati provenienti da antichi alvei fluviali – accumulano calore durante il giorno per restituirlo alle viti nella notte. Questa combinazione unica di argilla, sabbia e pietre definisce il carattere inconfondibile dei vini. Se l'87% della superficie vitata è piantato a Syrah, David coltiva anche varietà a bacca bianca come Marsanne, Roussanne e Viognier. Questa diversità di terroir si esprime in modo particolarmente convincente nel Crozes Hermitage blanc Aux Bêtises, che riflette perfettamente la finezza minerale della vigna.

Creatività e precisione
Oltre ai classici vini dell'appellation, David mostra il suo lato creativo con la serie “7 Péchés Capitaux” (I sette peccati capitali). Queste cuvée innovative rispecchiano la sua passione per la sperimentazione, senza mai perdere quella precisione che contraddistingue i suoi vini. Anche l'espansione verso Saint Joseph dimostra il suo fiuto per le vigne eccezionali: il 350m Saint Joseph rouge proviene da 350 metri di altitudine e rivela una sfaccettatura completamente diversa della Valle del Rodano settentrionale. Questa filosofia di qualità senza compromessi lo accomuna a colleghi come la Domaine du Coulet, anch'essa condotta in biodinamica e protagonista del rinascimento della Valle del Rodano settentrionale. Il riconoscimento internazionale è arrivato con i 91 punti di Wine Spectator e l'oro al Decanter – premi che David commenta con la modestia che gli è propria: “Se si ha il gusto per le cose buone, anche ciò che si produce sarà buono.”




