Vai al contenuto
lwn.com → Rivista Vini Vivi → Nuovo in catalogo: Rougeot Père & Fils, Meursault

Nuovo in catalogo: Rougeot Père & Fils, Meursault

    Henri e Pierre Henri Rougeot

    La Domaine Rougeot Père & Fils di Meursault è stata fondata da Henri Rougeot e oggi è gestita alla quarta generazione come azienda familiare da Pierre-Henri insieme al padre Marc. L’azienda si estende su 12,6 ettari di vigneti e produce circa il 60% di vini bianchi e il 40% di vini rossi.

    Il racconto della tradizione familiare e della dedizione al vino è spesso il filo conduttore che unisce le aziende borgognone attraverso i secoli. Anche il nome Rougeot viene associato alla viticoltura già da nove generazioni. Fu tuttavia Henri Rougeot, solo quattro generazioni fa, a dare una svolta decisiva fondando la Domaine Rougeot Pére & Fils, che da allora opera con una chiara successione ereditaria allo stesso indirizzo.

    Cliccate qui per scoprire i vini della Domaine Rougeot, Meursault

    L’edificio della Domaine e una parte dei vigneti circostanti appartenevano un tempo agli Hospices de Beaune, che in questo luogo coltivavano alberi da frutto. Il figlio di Henri, Hubert, dinamico imprenditore edile e sindaco di Meursault per 25 anni, fece estirpare gli alberi piantando al loro posto Chardonnay. Poiché questi terreni non erano classificati per la viticoltura, i vini possono essere commercializzati solo come Bourgogne Côte d’Or, sebbene il vigneto si trovi nel cuore di Meursault, non lontano dal grande cru Les Chevaliers, su suoli eccellenti.

    Negli anni Sessanta e Settanta la Domaine ha assunto la sua forma attuale sotto la guida di Hubert Rougeot: dopo aver rilevato l’azienda dal padre Henri, ne ampliò l’estensione acquisendo vigneti a Volnay e Pommard, mentre suo fratello riuscì ad acquistare i Premier Crus Charmes e Monthélie.

    A ciò si aggiunse la gestione dei terreni della Domaine de Meursault, pari a ulteriori 50 ettari. C’era molto lavoro da fare, ma Hubert era più un abile uomo d’affari e un imprenditore sempre impegnato che un viticoltore, così passò l’azienda al figlio Marc. Questi, proprio come il padre, non era un viticoltore per passione, ma vedeva nel vino soprattutto un mezzo per garantirsi il sostentamento. Per questo motivo, a metà degli anni Novanta iniziò a sviluppare la propria attività di négociant stipulando contratti fissi con catene di supermercati francesi. Fino al 2016 la Domaine produsse vini da négoce, finché il figlio Pierre-Henri osò una rottura radicale, abbandonando quel giro d’affari e perdendo di colpo l’85% del proprio mercato. È a questo punto che la storia prende slancio.

    Pierre-Henri Rougeot frequentò per due anni il Lycée Viticole di Beaune, prima di entrare alla Domaine de Montille. Lì lavorò sia in cantina che nei vigneti, sviluppando una passione e una dedizione per il vino che non aveva mai riscontrato nel padre e nel nonno. Incoraggiato dal padre a esplorare il mercato in tutte le sue sfaccettature, passò poi a lavorare presso un commerciante di vini e successivamente presso un esportatore. In seguito fu impiegato per alcuni anni presso un bottaio locale, dove continuò a lavorare part-time fino al 2019.

    Ingresso della Domaine Rougeot
    Ingresso della Domaine Rougeot

    Dal 2010 Pierre-Henri è pienamente responsabile dell’affinamento dei vini. Suo padre ha compreso ben presto che il figlio era animato da una grande passione e da un talento ancora maggiore, e gli ha così affidato volentieri la cantina. E poiché, secondo Pierre-Henri, non può esistere un buon vino da terreni poveri, già nel 2012 ha mosso i primi passi verso una conduzione biologica. Determinanti sono state alcune parcelle che avevano ripetutamente manifestato problemi di premox e i cui vini, nonostante l’origine prestigiosa, risultavano squilibrati e privi di armonia.

    L’approccio biologico ha portato, secondo Pierre-Henri, a un significativo miglioramento della qualità, consolidando definitivamente la sua scelta: con l’annata 2016 ha interrotto la collaborazione con i supermercati. Lo stile dei vini prodotti fino ad allora e i prezzi ottenuti in quel segmento di mercato erano semplicemente al di sotto delle potenzialità offerte da questi eccellenti terroir storici. Inoltre, erano ben lontani dagli standard qualitativi che Pierre-Henri esigeva da se stesso come vignaiolo.

    Vigneti della Domaine Rougeot a Meursault
    Vigneti della Domaine Rougeot a Meursault

    Duramente colpita dalle gelate primaverili, la vendemmia del 2016 è stata conseguentemente ridotta, ma la qualità si è rivelata notevole, consentendo per la prima volta un affinamento conforme alle proprie ambizioni qualitative. Questa circostanza non ha fatto che confermare ulteriormente la decisione di compiere quel passo esistenziale, tanto che Pierre-Henri e Marc Rougeot hanno logicamente avviato la conversione alla viticoltura biologica. A partire dall’annata 2020 la Domaine Rougeot Père & Fils è pienamente certificata biologica e, dall’inizio del 2021, ha inoltre intrapreso il percorso di conversione biodinamica.

    L’affinamento dei vini da Rougeot

    In vigna tutti i lavori sono svolti manualmente e i passaggi del trattore sono ridotti al minimo per prevenire la compattazione del suolo. Non viene impiegato alcun prodotto fitosanitario di sintesi.

    La rigorosa vendemmia manuale avviene in piccole cassette e anche in cantina gli interventi sono limitati. Le uve Pinot vengono nuovamente selezionate a mano e poi poste integre e non diraspate in piccoli tini. Segue la fermentazione spontanea con lieviti indigeni e un affinamento delicato senza aggiunta di zolfo, per ottenere la massima trasparenza espressiva dell’origine e del terroir. Ogni parcella viene vinificata separatamente; si effettuano due o tre pigeage per un’estrazione gentile di colore e tannini.

    Chardonnay e Aligoté vengono pressati o pigiati con i raspi e successivamente conservati in botti più grandi a 10 °C fino alla sedimentazione delle fecce grossolane. Il mosto limpido viene quindi travasato nelle botti per la fermentazione. Sia i vini bianchi sia i rossi sono affinati esclusivamente in pièce borgognone da 228 litri, con una quota deliberatamente bassa di legno nuovo, per un periodo da 12 a 20 mesi e senza bâtonnage.

    Splendido piccolo grappolo di Pinot Noir
    Splendido piccolo grappolo di Pinot Noir

    Sia per i rossi sia per i bianchi, Pierre-Henri rinuncia inizialmente all’aggiunta di zolfo. Ciò gli consente di imbottigliare alcune botti, a seconda della loro evoluzione, con un apporto minimo di zolfo oppure completamente senza SO2. In tal caso i vini vengono commercializzati con etichette bianche diagonali riportando il nome del lieu-dit. I vini con zolfo aggiunto recano invece l’etichetta classica tradizionale. Tutti i vini vengono imbottigliati nel marzo/aprile successivo, senza chiarifica né filtrazione.

    Testo e note di degustazione: Sebastian Bordthäuser

    it_ITIT